Bollo auto, c’è solo uno studio per fiscalità ambientale

Libero e il Giornale attaccano su una proposta che ancora non esistono, ma non si accorgono di quanto gà deciso da Veneto e Lombardia

Sulla questione del bollo auto devo osservare, ancora una volta, che ormai ci si limita a leggere i titoli (volutamente fuorvianti per attirare click), mentre si evita accuratamente di leggere l’articolo, sia mai che si possa approfondire un po’ la vicenda, tutti presi dalla furia di commentare, postare, scrivere…

Vediamo quindi di chiarire almeno per gli altri (quelli che avranno voglia di leggere). Non esiste, al momento, alcuna proposta di aumento del bollo per gli Euro 3, ma, come riferito a AdnKronos (goo.gl/dXLiW1), esiste uno studio sulla possibilità di una nuova fiscalità ambientale sulle auto, le cui emissioni incidono per 1/3 sull’inquinamento dell’aria, che ogni anno uccide 84 mila persone nel nostro paese, ovvero una città delle dimensioni di Treviso o Como. Intervenire sull’impatto inquinante dei veicoli è necessario, ma giustamente non va fatto senza equilibrio e senza garantire dei contrappesi. La questione infatti fa parte di un processo più ampio, in cui l’Italia è apripista nel mondo, ovvero non considerare solamente il PIL come indicatore di ricchezza, ma anche il BES (Benessere Equo e Sostenibile), ovvero una serie di fattori tra cui vi è anche il diritto alla mobilità coniugato con il diritto a vivere in un ambiente sano (goo.gl/gz78aC).

Allo stato attuale, dunque, vi è uno studio che pone l’accento su diverse questione (mobilità pubblica, emissioni, ecobonus, etc…), di cui ancora non siamo in grado di prevedere le conclusioni.

Purtroppo, né Libero, né il Giornale, hanno voluto approfondire la questione, limitandosi a creare un titolo sensazionalistico e a scrivere un articolo che sensazionalistico lo è molto meno. Non si sono invece accorti che, per esempio, alcune regioni, tra cui la Lombardia e il Veneto, dal 1 ottobre 2018 bloccheranno il traffico degli Euro 3 (goo.gl/RQXcWb) da lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, causando un danno ben maggiore ai possessori e senza prevedere alcun contrappeso.

Sarà forse perché sono regioni di centrodestra?

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