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Lettera aperta

Gentili concittadine, cari concittadini, come saprete, ho deciso di candidarmi alle primarie del centrosinistra. Una scelta maturata ormai da alcuni […]

Gentili concittadine, cari concittadini,

come saprete, ho deciso di candidarmi alle primarie del centrosinistra.

Una scelta maturata ormai da alcuni mesi e condivisa con numerose persone che durante l’estate mi hanno chiesto un impegno concreto che non fosse un semplice sostegno a una o a un’altra candidatura. La decisione finale l’ho presa quando mi sono accorta che la competizione si stava fossilizzando su due soli candidati in una maniera che non fa bene al Partito Democratico e al centrosinistra. Non posso vedere il mio partito dilaniarsi in una battaglia fratricida per le primarie.

Io non mi candido contro qualcuno o per facilitare la vittoria di uno o dell’altro, ma perché ho una visione diversa del nostro futuro, perché voglio favorire uno scatto in avanti alla nostra idea di Italia e per portare un valore aggiunto sulla base della mia esperienza sul territorio.

Da tempo non parliamo al Paese di contenuti, programmi, proposte. Siamo autoreferenziali e le persone se ne sono accorte. Me lo dicono molti cittadini negli incontri pubblici, me lo scrivono molte persone che in questa fase di crisi si stanno avvicinando al baratro della povertà. Quante energie stiamo perdendo? Noi abbiamo il dovere di fare una proposta che si rivolga agli elettori e dica: questi siamo noi. Basta parlare di riforme e controriforme. Basta parlare di questioni formali, iniziamo a pensare alla sostanza, anche perché le primarie devono essere uno strumento in più per riavvicinare i cittadini alla politica, per chiarire cosa vogliamo fare, quali sono le priorità.

Il senso della mia candidatura è dunque quello di parlare a tutti coloro che abbiamo perso per la strada, che si sono allontanati sia dal PD che dal centrosinistra, che si sono rifugiati nell’astensionismo o nella protesta fine a se stessa. Persone che non sarebbero andate a votare alle primarie o che lo avrebbero fatto turandosi il naso.

Qui non c’è né da ricostruire sulle macerie, né da rottamare persone. Non basta avere intenti e idee, bisogna avere proposte per l’Italia e un progetto che possa andare oltre ogni ambizione personale. Bisogna mettere al “riparo” l’Italia e allo stesso tempo puntare sulle nostre intelligenze migliori. Rivoluzionare se serve, riformare dove è necessario. Le mie saranno proposte sul mercato del lavoro e il fisco, la riforma della pubblica amministrazione, le infrastrutture che servono, la scuola e il diritto alla salute, l’agricoltura e un nuovo modello di sviluppo, la green e la blue economy, i diritti delle persone e la parità di genere, la riduzione dei costi della politica e la scelta dei parlamentari attraverso le primarie. Il programma completo sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Sarà una campagna sobria, senza effetti speciali e senza spreco di denaro. Una campagna gestita interamente dai volontari dei comitati che stanno nascendo in tutta Italia in mio sostegno e che hanno già messo in cantiere diverse iniziative, dal Piemonte alla Sicilia. Toccherò una trentina di città italiane e mi sposterò solamente in treno. La comunicazione avverrà quasi esclusivamente attraverso internet.

Sarà una scalata a mani nude, senza corde, reti e paracadute. Ma io credo ne valga la pena.
Cominciando da noi. Cominciando dall’Italia.

Un abbraccio.

Laura Puppato

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