Questione meridionale e legalità

Il Sud deve essere visto come risorsa (specie in merito alle sue grandi bellezze ambientali e artistiche, e al patrimonio di tradizioni culturali che gli pertiene) e non come problema. Bisogna superare un divario reso cronico dall’accumulo di scelte sbagliate, politiche clientelari e scorciatoie populiste e razziste.

Ecco i punti su cui mi impegno a promuovere politiche precise:

L’Italia meridionale ha bisogno di investimenti mirati, a progetto, interventi infrastrutturali e un piano industriale capace di impiegare e valorizzare le energie rinnovabili. Le opere incompiute da tempo vanno completate per permettere un adeguato collegamento tra Nord e Sud e fra regione e regione. Il settore del turismo va implementato per consentire la competizione con le località balneari degli altri Paesi del Mediterraneo. Ma l’Italia è e rimarrà divisa in due fintantoché nel Meridione non verrà ripristinata la legalità. Occorre dare il massimo sostegno alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine nel loro coraggioso impegno quotidiano contro la criminalità organizzata. Sostegno di ordine organizzativo (risorse e mezzi) e legislativo (41bis, intercettazioni). Ma non basta, perché è nello stesso tempo necessario spezzare il legame infame tra politica e mafia (intesa in tutte le sue forme). Spetta prima di tutto ai partiti selezionare candidati di provata onestà, e allo Stato impedire l’accesso – per legge -  alle cariche pubbliche a chiunque abbia precedenti penali.

Infine occorre ripristinare a tutti i livelli i valori della convivenza e, ancora una volta, per avere successo bisogna puntare sulle giovani generazioni. La scuola è lo strumento fondamentale per la diffusione dei concetti cardine su cui si regge la società civile.

Allo stesso modo va combattuta la consuetudine che (ovunque, ma soprattutto nel Sud-Italia) vede la manodopera straniera diffusamente sfruttata e soggetta a lavoro nero.

 

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