Diritti civili

Il tema dei diritti attraversa questo programma in tutti i suoi punti (Vedi, in particolare, tutte le voci correlate). Ma bisogna aggiungere che, in particolare riguardo all’unione fra le persone e il diritto all’autodeterminazione, la società attuale non può restare legata a paradigmi ottocenteschi. Il giusto riconoscimento di diritti secondo parametri non antistorici fa parte di un rapporto adulto fra lo Stato e i cittadini capace di realizzare una piena democrazia.

Ecco i punti su cui mi impegno a promuovere politiche precise:

Unioni civili

Esistono diversi tipi di convivenza ed è doveroso mettere chiunque, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, nella possibilità di costruirsi una famiglia senza discriminazioni. Unioni di fatto e matrimoni fra persone dello stesso sesso, come già messo in atto nelle moderne democrazie, vanno sostenuti anche in Italia (con tutto ciò che ne deriva in termini di riconoscimento sociale, sussidiarietà, eredità etc.) quali necessità sociali riconosciute dalla Costituzione. Occorre la parificazione giuridica tra famiglie tradizionali e tutte le altre famiglie. Tra l’altro una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 24 giugno 2010 afferma che il matrimonio omosessuale rientra tra i diritti dell’uomo. Anche la nostra Corte Costituzionale si è occupata per la prima volta, nel 2010, della legittimità del divieto di matrimonio per le coppie omosessuali con la sentenza n. 138: ritenendo che «l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso» rientri nella nozione di «formazione sociale» ex art. 2 della Costituzione, «cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri».

Testamento biologico

Qualsiasi legge sul “fine vita” che sia lesiva della volontà della persona va considerata un’illecita intromissione nella sfera privata dell’individuo, una violazione dei suoi diritti più inviolabili. Il testamento biologico deve essere lo strumento da mettere a punto per dare alle persone il diritto di stabilire, in piena libertà e coscienza, il tipo di cure che si disposti ad accettare nel momento in cui non si sarà più in grado di manifestare liberamente la propria volontà.

 

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