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Maggioranze trasversali

Il Pd vince in molte città, ma perde voti assoluti. Certo, con quello che è successo con il presidente della […]

Il Pd vince in molte città, ma perde voti assoluti.

Certo, con quello che è successo con il presidente della Repubblica… È stato un trauma per molti di noi e per gli elettori. È stata una scelta dolorosa. Credo che non si debba nascondere nulla: gli aspetti umani e politici di una situazione vanno evidenziati per impedire fare gli stessi errori e per cogliere da questi errori e conseguente crisi le opportunità.

Quali opportunità?

Letta sta cercando di dare un’immagine pulita e di cambiamento. È chiaro che è una situazione di obiettiva difficoltà. In alcuni settori riusciremo a fare riforme a prescindere da chi abbiamo in casa, in altri ci troveremo di fronte a dei punti neri che vedo già in campo, perché abbiamo appaltato in larga parte alcuni temi. Dobbiamo capire se il Parlamento riuscirà ad avere il ruolo determinante che molti auspicano. Quando lo dicevo io sembrava un’eversione, ora invece….Ci sono battaglie importanti, dagli F35 all’anticorruzione, dai trasporti allo sviluppo economico. Si tratta di idee politiche e scelte di vita che hanno a che vedere anche con la fiscalità: se recuperiamo i 60 miliardi della corruzione o i 120 dell’evasione fiscale, questo Paese sarà un po’ meno stressato, avrà più capacità di dare risposte su temi fondamentali come il reddito di cittadinanza, le famiglie che stanno morendo, i giovani che non hanno prospettive. Vedremo se, a prescindere dal governo, in questo Parlamento c’è una maggioranza.

Quindi anche con i 5 Stelle?

Credo che ci saranno maggioranze trasversali. È logico che vi sia una capacità di mettersi in relazione con gli altri gruppi politici. L’elemento monocratico non c’è neanche nei 5 Stelle, che pure hanno tentato di dare una rappresentazione così monocorde. Ma è stato solo il frutto malato di un tiranneggiamento esterno. Sono persone in molti casi intelligenti e libere, che ragionano sufficientemente con la propria testa. Non è un caso che i padri costituenti abbiano voluto l’articolo 67, perché è importante che ci sia la convinzione personale in quello che si fa: può essere in parte ceduta a una logica di sintesi politica, ma non può essere svenduta. Io lo dico dal primo giorno: nessuno sa quando questo governo finirà né per quale ragione. Quello di cui ho certezza, però, è che a staccare la spina sarà Berlusconi, perché lui questo governo non lo ha voluto per il bene del Paese ma, per l’ennesima volta, per tentare di salvare i suoi interessi e le sue aziende. C’è anche il tema della massa di procedimenti penali che il Cavaliere ha in corso, e per cui è stato anche condannato. Prima che stacchi la spina, però, si possono fare moltissime cose.

All’Assemblea nazionale del Pd lei ha chiamato “governo D’Alema” l’esecutivo Letta e ha spiegato il suo lapsus con la vicenda dei 101 franchi tiratori. Sa chi sono?

Bisognerebbe entrare nella testa della gente. Penso che tra i 101 ci siano anche alcuni ex popolari o mariniani, ma che la maggior parte abbia agito in modo strategico per far saltare l’operazione Prodi e per arrivare al governo di larghe intese. È evidente che stiamo parlando di quella parte del Pd che ha uno specifico interesse a mantenere lo status quo. E che purtroppo rappresenta il 20 per cento degli eletti. C’è molto desiderio di potere in tutto questo, c’è una lontananza dai bisogni e dall’idea di un cambiamento autentico che sia discontinuità totale, anche nello stile, nelle modalità, nei ragionamenti. C’è anche, annusato , un pericolo da parte di taluni potentati economici, che in parte trovano in Confindustria ancora oggi ascolto alle proprie ragioni…

Intanto c’è già chi vuole rimandare il congresso del Pd…

Il congresso si deve fare in tempi relativamente rapidi, direi a ottobre. Dobbiamo aprire le porte e le finestre, rimettendo in moto la scommessa che stava all’origine del Partito democratico e togliendo di mezzo gli interessi ipocriti di chi ha voluto far appiattire il progetto politico comune su qualcosa di assolutamente conservativo. Il congresso non è in relazione con il governo, che è stata invece una scelta obbligata.

In verità c’è chi pensa che se il Pd si fosse mosso in maniera diversa non avremmo le larghe intese…

Certo, io avrei preferito il governo di scopo con chi ci stava. Se Prodi fosse stato eletto Presidente della Repubblica sicuramente non avremmo avuto questo esecutivo. Però anche il Movimento 5 stelle ci ha messo del suo: ci ha tiranneggiati, offesi e maltrattati per 60 giorni. Rendendo molto facile il gioco di chi non era più disponibile a farsi sparare addosso. I 5 Stelle hanno le loro responsabilità. Non è un caso che le piazze piene ora sono semivuote. La gente ha capito. Purtroppo hanno sbagliato. Come e più di noi.

Sofia Basso

1° giugno 2013

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