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Il Pdl si affranchi da Berlusconi. Chiarezza sugli F35, meglio puntare sulla ricerca

“Il Pdl dovrebbe affrancarsi da Berlusconi. Se lo farà, si potrebbe aprire una stagione nuova per il centrodestra, altrimenti ne […]

“Il Pdl dovrebbe affrancarsi da Berlusconi. Se lo farà, si potrebbe aprire una stagione nuova per il centrodestra, altrimenti ne pagheranno le conseguenze”. La senatrice dem Laura Puppato a Intelligonews dice che la sentenza Ruby evidenzia “due reati molto gravi” e che, proprio per questo, il futuro politico di Berlusconi “è finito”. Ora si attende – pur non senza una buona dose di scetticismo – che il principale socio di maggioranza, oltre al Pd, sappia tenere distinte le vicende giudiziarie del suo leader da quelle dell’azione politica che propone e del ruolo istituzionale che ha assunto sostenendo il governo Letta. Altro tema: il dibattito sugli F35 vuole vederci chiaro ma è categorica: “Non sono una priorità”.

Senatrice Puppato, come legge la sentenza?
«Il verdetto, con addirittura l’incremento della pena chiesta dal pm, evidenzia che si tratta di reati molto gravi e che i fatti sono di tutta evidenza. Il primo aspetto è la dimensione della pena: Berlusconi condannato in primo grado per concussione e prostituzione minorile è un dato gravissimo per chi all’epoca dei fatti era premier. Quanto all’interdizione perpetua dai pubblici uffici mi pare che si possa mettere in relazione al primo aspetto, ovvero manca il pre-requisito di moralità, doveroso a livello costituzionale è bene ricordarlo. Dunque, la persona non può più rappresentare politicamente e amministrativamente gli italiani ».

Quali gli effetti sul piano politico e per la stabilità del governo Letta?
«Ho sentito dichiarazioni che si contraddicono da sole: da una parte si dice che non ci saranno conseguenze; dall’altra si afferma che la reazione politica sarà durissima. Molto dipenderà da quale assetto vuole darsi il Pdl: se si mettono insieme le recenti condanne nei confronti di Berlusconi, sette anni nel processo Ruby, cinque in quello sui diritti tv Mediaset, si dovrebbe capire che la vicenda ha assunto dimensioni tali da non lasciare spazio al suo futuro politico. Se il Pdl prenderà atto di questo e si affrancherà dalle vicende giudiziarie di Berlusconi, portando avanti l’azione politica con autonomia, lucidità e volontà, è un conto e credo si possa aprire una nuova stagione per il centrodestra. Se invece si insisterà nella logica del partito padronale, allora è chiaro che tutto può accadere: anche il ritiro della delegazione dal governo o la pretesa magari di proporre norme sull’immunità o chissà quali clausole di salvaguardia».

Teme comunque un indebolimento del governo?

«Tutto dipenderà da cosa riuscirà a essere il Pdl dopo questa sentenza. Se terrà separate le sue sorti politiche da quelle giudiziarie di Berlusconi non accadrà nulla di pericoloso per la stabilità del governo, anzi, credo che potrebbe essere un fatto positivo. Se invece non ne avranno la forza, pagheranno loro le conseguenze».

Lei e il suo partito siete d’accordo con l’iniziativa dei grillini sull’ineleggibilità di Berlusconi?
«E’ un tema che ha suscitato molti consensi e anche trasversali. Credo che sia un’iniziativa ancora valida anche, in un certo senso, superata dai fatti perché in primo grado e in appello siamo di fronte a condanne pesanti emesse al termine di due processi».

In attesa delle mosse del Pdl cosa dovrebbe fare il suo partito rispetto al governo delle larghe intese?
«Il governo si confronta con il Pdl. Berlusconi non sta nella compagine governativa. E questo credo emergerà nelle dichiarazioni degli esponenti del mio partito, in maniera più o meno evidente».

Altro capitolo spinoso: la mozione sugli F35 in votazione domani alla Camera. Nel Pd le posizioni sono discordanti. Che succederà in Aula?
«Ci sono posizioni divergenti ma a mio avviso assimilabili o superabili solo a una condizione».

Quale?
«Capire il concetto di fondo. Ciò di cui non si è mai parlato è sapere quali sono i contratti in corso, che tipo di penalizzazioni sono previste, quali obblighi o facoltà. Tiriamo fuori le carte. Voglio sapere qual è il livello di difesa nel nostro paese, qual è l’investimento in armamenti. Quanto agli F35 da una parte si legge che sono aerei da difesa; dall’altra da offesa perché presuppongono un carico di morte. Bisogna fare chiarezza e dovrebbe farla una volta per tutte il ministro della Difesa. Ma non basta … »

In che senso?
«Bisogna stabilire le priorità. E’ di oggi la notizia per un verso bella, per l’altro terribile che il professor Angelo Vescovi con il suo centro di ricerca a Terni ha portato in evidenza a livello internazionale una possibilità vera di guarigione per la Sla, malattia sociale spaventosa con costi rilevanti. Ecco se i fondi per la ricerca fossero state la priorità, alla scoperta si sarebbe arrivati cinque anni prima. Domani interverrò in Aula e chiederò al ministro Carrozza di mettere a punto un piano per la ricerca in Italia e spiegare come si intendono impiegare i fondi. La priorità non sono gli F35».

Se quella mozione fosse stata presentata al Senato lei l’avrebbe votata?
«Assolutamente sì».

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