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Bloccare il tesseramento? È curare il male con la medicina sbagliata. Si faccia pulizia.

La senatrice Laura Puppato, con IntelligoNews, parla di cuperliani, renziani e civatiani monitorati costantemente dai giornalisti. E fa una domanda: […]

La senatrice Laura Puppato, con IntelligoNews, parla di cuperliani, renziani e civatiani monitorati costantemente dai giornalisti. E fa una domanda: «Mi piacerebbe molto sapere dove avete messo la segretaria eletta a Treviso, tra quali di queste categorie, visto che non appartiene a nessuna».

Poi affronta il caso Cancellieri e attende le parole del ministro per esprimersi, ma «ci sono delle perplessità soprattutto riguardo al ruolo che ricopre, il più strategico e sensibile di tutto l’esecutivo».

Quanto al tesseramento Pd parla di «interessi di bottega molto locali»,  «fare pulizia» e parla della proposta di Cuperlo, che ha chiesto di bloccarlo, come di un ragionamento al contrario: «Mi sembra che si voglia curare il male con la medicina sbagliata».

La Cancellieri chiede la piena fiducia o lascerà. Ma scenaristi parlano di un messaggio all’esecutivo che potrebbe partire proprio da questo voto. Che ne pensa?

«Non ho idea di cosa possa accadere. E sicuramente è difficile prevederlo senza ascoltare le motivazioni, prima comunque si ascolta poi si parla. Dalle poche cose che sono state dichiarate ci sono delle perplessità soprattutto riguardo al ruolo che ricopre, il più strategico e sensibile di tutto l’esecutivo. E’ la responsabile di tutto il settore giustizia. Per questo ci aspettiamo che vengano chiariti tutti gli aspetti di questa vicenda. Resta il fatto che se si tratta di un favore individuale la cosa sicuramente non sarà accettabile, perché comportamenti soggettivi non vengono ammessi. Se invece la questione è di più ampio margine, come lei ha specificato parlando di interventi nel corso di questi mesi per oltre 100 carcerati sofferenti, beh evidentemente qui si è creato un vulnus non di poco conto per quanto riguarda i diritti umani in ambito carcerario. E allora dobbiamo chiederci come sia possibile, che ancora non venga cercata una soluzione sistemica e organizzata».

Lei non crede che questa possa rappresentare un’occasione ghiotta per Pd e Pdl per sottolineare le differenze di opinione e quant’ altro li divide al loro interno?

«Il Pd e il Pdl non sono equiparabili, sono due realtà diverse sia come sistema partito che per come vivono il proprio raggruppamento. Il Pdl ha avuto una serie di problematiche interne che mi pare evidente sfoceranno in due diverse visioni, anche rispetto alle modalità con cui procedere per il Paese. Noi stiamo dicendo da tempo che un governo di siffatta portata dovrebbe avere più coraggio».

Cosa manca a questo governo?

«Manca una politica incisiva e generale che metta al centro i giovani, per esempio, le famiglie. Lo vediamo in questa legge di Stabilità che non c’è un cenno al tema della natalità. Non avremo generazioni che pagheranno le generazioni attuali. Si rischia così di produrre ancora più povertà. Se non avverranno atti di coraggio credo che non sarà opportuno procedere. Perché c’è il governo delle Larghe Intese e cosa vogliamo fargli fare? A queste domande occorre dare una risposta».

Cuperlo avrebbe conquistato 49 segretari provinciali e 35 per Renzi. Come commenta questo dato?

«Mi piacerebbe molto sapere dove avete messo quella di Treviso, che è la segretaria nuova che abbiamo eletto. Non mi risulta che sia né cuperliana, né renziana, né civatiana e quindi l’abbiamo eletta per questo. Rispondendo al regolamento. Perché sembra che i regolamenti li facciamo per distruggerli. Avevamo  inserito la regola che i segretari dei circoli e di federazione provinciale si sarebbero dovuti eleggere prima del segretario nazionale e regionale proprio per evitare questi problemi. Noto con dispiacere che invece s’è fatto esattamente il contrario. Si sono create di nuovo le filiere di tipo segretariale. Preferisco credere che non sia così».

Tesseramento Pd. E’ caos immigrati. Cosa ne pensa?

«E’ difficile valutare in linea generale casi particolari. Sono d’accordo con Berlinguer quando dice di prendere in considerazione caso per caso. Se una persona arriva volontariamente, paga 20 euro, ascolta i candidati e poi vota io trovo che questa sia democrazia. E il fatto che arrivino l’ultimo giorno può non far piacere, ma queste sono le regole. Dopo di che, ed è opportuno che si entri nel merito quando ci sono questi dubbi vanno chiariti, se si è permesso per ragioni di bottega stupide e molto locali di fare una compravendita di voti portando intere etnie e persone con difficoltà economiche ad esprimersi per la segretaria, occorre telefonare a chi si è iscritto e cercare di capire i meccanismi attuati. E poi si faccia pulizia. Non possiamo rimanere nel dubbio».

Bloccare il tesseramento è la strada proposta da Cuperlo. La condivide?

«Non riesco a capire come si possa ragionare al contrario. Non è che alla democrazia si applica una scadenza e se tutto avviene in quella data funziona, altrimenti no. Mi sembra che si voglia curare il male con la medicina sbagliata. A questo punto si tratta di gestire un partito a livello territoriale, capendo perché avvengono questi casi isolati e vanno espulsi i responsabili a titolo d’esempio. E se la questione è più rilevante ancora, sarebbe importante capire se la politica non stia diventando solo una possibilità per garantire un presente e futuro per se stessi e non per gli altri».

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