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Con l’Imu regalato un miliardo a chi, come me, poteva pagare di più

«Abbiamo regalato un miliardo e mezzo di euro a chi, come la sottoscritta, poteva permettersi non solo di pagare l’Imu, […]

«Abbiamo regalato un miliardo e mezzo di euro a chi, come la sottoscritta, poteva permettersi non solo di pagare l’Imu, ma anche di vederlo rimodulato con maggiori oneri a carico». Così Laura Puppato, esponente di spicco del Pd che, intervistata da IntelligoNews, ha commentato la cancellazione dell’Imu, e ha aggiunto: «Abbiamo pagato l’ennesimo scotto di una coabitazione forzata come quella che stiamo vivendo con il Pdl».
La senatrice ha poi analizzato  la crisi siriana: «Un’ipotesi è che la Nato intervenga basandosi sul cosiddetto silenzio-assenso dell’Onu, come accaduto in Afghanistan ed Iraq», ricordando come spesso «ci si basi su interessi economici rilevanti piuttosto che su aspetti umanitari».
Su Letta ha le idee chiare: «L’ecobonus e il rapporto Stato-imprese sono di sinistra, ma siamo ancora all’inizio del lavoro», ma ammonisce: «Lavorare come si è lavorato con questo condizionamento non basta per rispondere alle attese del Paese».

Mentre il mondo continua a interrogarsi su un possibile attacco militare alla Siria, il ministro della Difesa Mario Mauro ha parlato di una positiva pausa di riflessione. Qual è il suo pensiero a proposito?

«L’Onu non riesce ad essere ciò che dovrebbe essere: tutore e garante della sicurezza internazionale. Troppi hanno girato il viso dall’altra parte, sperando che il conflitto rimanesse interno. Ci si illude che una sola potenza possa risolvere i problemi, ma il singolo Stato non ha la capacità d’intervento nei confronti di altre nazioni, ed è per questo che è nato l’Onu».

Anche se si chiama Stati Uniti d’America? Obama ha detto che ha l’autorità di procedere senza l’Onu…

«Gli Stati Uniti si stanno, di fatto, sostituendo all’Onu, e questo è anche causato da noi.
Volgendo lo sguardo all’Europa, infatti, è evidente che paghiamo ritardi in termini di difesa comune: se ne avesse la forza e la capacità, potrebbe rappresentare un ruolo di autorevolezza politica internazionale simile a quella statunitense. Un’ipotesi è che la Nato intervenga basandosi sul cosiddetto silenzio-assenso dell’Onu, come accaduto in Afghanistan ed Iraq. Di certo siamo dinanzi ad un ampio cinismo internazionale che si scontra con una minore capacità d’azione, e che si basa su interessi economici rilevanti piuttosto che su aspetti umanitari».

Passata l’estate, si continua a discutere di Imu. Alfano ha parlato di trionfo, Fassina ha usato toni decisamente diversi, lei come giudica la cancellazione?

«Parliamo di quella quota dell’Imu che rappresenta il 20% degli italiani, ma oltre un terzo dell’importo totale. Abbiamo cioè regalato un miliardo e mezzo di euro a chi, come la sottoscritta, poteva permettersi non solo di pagare l’Imu, ma anche di vederlo rimodulato con maggiori oneri a carico. Da questo punto di vista abbiamo pagato l’ennesimo scotto di una coabitazione forzata come quella che stiamo vivendo con il Pdl».

Uno spot elettorale dunque per il Pdl?

«Credo che gli italiani siano molto meno portati a credere, rispetto al passato, a regali immediati senza danni futuri. La logica che muove questo tipo di scelta politica è miope, premia oggi per punire domani, non facendo nulla per dare garanzia di lavoro e solidità economica alle famiglie italiane che certamente non risolvono i loro problemi con l’Imu».

Letta ha detto che la sua prossima campagna elettorale sarà di centrosinistra. Ammesso che la cancellazione dell’Imu non sia propriamente di sinistra, quali provvedimenti dell’attuale Governo possono essere classificati invece come tali?

«Uno è l’ecobonus, l’altro è il rapporto tra imprese e Stato. Il primo provvedimento è strutturato e non funzionale all’oggi, e mira ad avviare finalmente politiche importanti per lo sviluppo dell’efficentamento energetico. Il secondo mette fine a quella assurda situazione solo italiana per la quale lo Stato era da anni debitore verso troppe imprese, incidendo non solo sulla credibilità, ma anche sulla sicurezza del Paese.
Sono due passi importanti, ma il lavoro vero è ancora tutto da fare e come centrosinistra dobbiamo iniziare a farlo da domani in poi».

E domani vuol dire un governo di centrosinistra?

«Domani significa avere maggior forza politica, perchè lavorare come si è lavorato con questo condizionamento non basta per rispondere alle attese del Paese».

di Andrea De Angelis

2 settembre 2013

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