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Puppato: dal M5S un pessimo segnale di arretratezza verso le donne

“C’è un aspetto inquietante che si ritrova in ogni episodio che vede donne in politica nel Movimento 5 Stelle, vederle […]

“C’è un aspetto inquietante che si ritrova in ogni episodio che vede donne in politica nel Movimento 5 Stelle, vederle liquidate con un laconico quanto imbarazzante sms dal “capo” di turno, sia esso leader o sindaco eletto. Il dialogo, la comprensione di situazioni che possono implicare anche rallentamenti all’attività o diverse interpretazioni del “fare politica” non sono proprio contemplate nel codice etico e deontologico di questo nuovo, ma assai chiuso movimento e l’aver tolto le deleghe all’assessora al comune di Mira perché incinta rappresenta l’ennesimo atteggiamento discriminatorio nei confronti di una donna.” Lo afferma Laura Puppato, capogruppo al Senato del Pd in Veneto. “Al di là di come sono andate le cose – ha aggiunto – la domanda che ci si pone è come si possano emanare leggi di democrazia e rispetto della persona umana, quando si applicano comportamenti degni di una setta e ingiustificati licenziamenti in tronco a causa di una gravidanza o di una presenza in TV. Il Movimento 5 Stelle come tutti i movimenti leaderistici non dà garanzie, riproponendo l’anomalia tutta Italiana, di una politica che affascina le piazze con il troppo facile “tutti a casa”, senza saper dimostrare di essere esempio positivo al proprio interno. Espulsioni rapide e licenziamenti in tronco durante una gravidanza, sono un pessimo segnale di arretratezza sociale e non si addicono a chi fa politica, dimostrando che non si va oltre la critica e che si è incapaci di costruire qualcosa di alternativo e positivo”.

3 commenti

  1. Sarah scrive:

    Accidenti a questa cultura biecamente maschilista! Il m5s non si allontana troppo dal Berlusconi “da osteria” che si è visto in questi giorni, la donna vista come strumento di piacere maschile e quando invece diventa creatrice, basta, fine dei giochi!?!?!?!
    Ma questa gente una madre non ce l’ha?
    Questa gente ancora pensa che i figli si crescano meglio con mamma disoccupata a casa piuttosto che con la mamma lavoratrice che gestisce al meglio il proprio tempo, le proprie capacità lavorative e la possibilità di maggior guadagno (che dà maggiori possibilità di crescita a tutta la famiglia e quindi anche alla nazione)…
    Sono disoccupata a casa con due figli, so cosa dico, e quanto vorrei tornare a lavorare…devo continuare a risparmiare su tutto, e alla fine ci rimettono i miei figli…e l’economia non può girare se ci chiudiamo in casa!
    Bussare a tante porte finora non è servito ad altro che a sentirmi dire “C’è la crisi, non assumiamo”…ma se non assumete dalla crisi non uscite, cari miei, e se peggio ancora licenziate le donne, a rimetterci saranno pure le generazioni future!
    Scusate la lungaggine! Buon futuro a tutti (e un abbraccio solidale all’assessore licenziata!).

  2. manuela scrive:

    E’ il solito atteggiamento che vede la gravidanza e la maternità come una colpa, come sintomo dell’incapacità delle donne di reggere il ritmo. E poco importa se fare figli è l’unico modo per evitare l’estinzione. Poco importa se la quotidianità dimostra come la realtà sia diversa, come il mondo sia pieno di donne che con una mano allattano, con l’altra scrivono al pc (o stirano) e con la spalla tengano il cellulare, impegnate in una conversazione con il capo/ cliente/ fornitore…
    E’ un dito puntato che purtroppo abbiamo provato tutte. L’aspetto più imbarazzante è che spesso a puntare quel dito sono altre donne, che continuano a credere che l’unico modo possibile per lavorare, fare politica, stare nel mondo sia imitare gli uomini. Siamo circa il 50% della popolazione, quand’è che inizieremo ad avere la consapevolezza che accanto al modello maschile può, anzi deve, esistere un modello femminile, con pari dignità ed opportunità. Quand’è che inizieremo a pretendere che l’organizzazione di orari di lavoro, di riunioni, assemblee, tenga conto anche delle nostre esigenze, che spesso coincidono anche con le esigenze dei nostri figli? Non voglio pensare che, quando mia figlia sarà adulta, ad un colloquio di lavoro, qualcuno si permetterà ancora di chiedere se ha in programma una gravidanza, perché non è nei suoi progetti, perché la gravidanza è un brutto stop, o che un figlio è un problema.
    Il vero problema del nostro paese è chi la pensa così. Ancora così.

  3. Giacomo scrive:

    Laura, per favore, vieni a vivere a Firenze e candidati qui. Con te capolista alla Camera (sono troppo giovane per il Senato) forse avrei votato pd

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