Poliambulatori dell’ex Ospedale del Soligo: venga valorizzata e potenziata la struttura esistente

Venezia, 1° febbrario 2011 La possibilità che i servizi sanitari e i poliambulatori attualmente ubicati nell’area dell’ex Ospedale Del Soligo […]

Venezia, 1° febbrario 2011

La possibilità che i servizi sanitari e i poliambulatori attualmente ubicati nell’area dell’ex Ospedale Del Soligo siano trasferiti in altra sede, sarà oggetto di un’interrogazione da parte della capogruppo del Partito Democratico Laura Puppato alla Giunta regionale e agli assessori Luca Coletto e Remo Sernagiotto. Dai dati che l’esponente dei democratici ha raccolto in questi giorni assieme ai segretari dei circoli locali del PD, emerge che la soluzione di mantenere a Farra di Soligo (frazione di Soligo) tali servizi risulta la più logica, funzionale ed economica. Si tratta di una struttura che può godere di una viabilità esistente, che può essere raggiunta facilmente da tutti gli altri comuni del Quartier del Piave e della Vallata e che possiede un numero adeguato di parcheggi. Inoltre senza attraversare un centro urbano. Secondo Laura Puppato e i circoli locali del PD, esiste la possibilità di potenziare i servizi esistenti, ospitandone anche di nuovi, con ampliamenti e ristrutturazioni e anche ricorrendo all’adiacente Residenza Cardani. È sufficiente un accordo tra il Comune di Farra di Soligo e l’Ipab Bon Bozzolla di Soligo, nel rispetto della volontà della benefattrice. La possibilità di ampliamenti potrà consentire, oltre all’implementazione dei servizi, anche una loro razionalizzazione. Il tutto con un investimento tutto sommato modesto e soprattutto senza la necessità di oneri finanziari per la viabilità e i parcheggi che semmai vanno solo riorganizzati.

Ai servizi ubicati nella struttura di Soligo accedono mediamente oltre 1600 utenti alla settimana, in media quasi 350 utenti al giorno. Solo al centro prelievi accedono mediamente 140 utenti al giorno, cioè quasi 700 alla settimana. Una domanda che negli ultimi anni è stata costantemente in crescita. Individuare una struttura diversa significa investire in viabilità e parcheggi: una follia in termini economici e urbanistici. Le condizioni e i vantaggi che offre l’attuale struttura, al momento non si possono rinvenire in altri contesti, nemmeno in quello di Pieve che già presenta problemi di viabilità, soprattutto nel tratto di via Lubin.

Come noto, sottolinea Laura Puppato, le comunità di Farra di Soligo e di Pieve di Soligo sono già state penalizzate per la chiusura dei due ospedali esistenti. Pertanto non si facciano investimenti solo per rispondere a logiche di campanile, ma si migliorino dei servizi già buoni per la qualità offerta e che con poco dispendio di risorse possono diventare eccellenti. Si pensi al centro prelievi, al servizio di radiologia, agli ambulatori di odontoiatria, fisiatria, ostetricia/ginecologia, oculistica e dermatologia e a tutti gli altri servizi che qualificano la struttura esistente. Le risorse risparmiate siano piuttosto dirottate verso una maggiore efficienza. Prima di sprecare soldi, riteniamo opportuno uno studio di fattibilità che prenda in considerazione le due ipotesi: tenere i poliambulatori a Soligo oppure trasferirli a Pieve. Solo dopo si potrà prendere una decisione. Se dallo studio di fattibilità emergerà una soluzione migliore spostando i servizi sanitari a Pieve, è evidente che la struttura di Soligo andrà valorizzata adeguatamente. Ma finché non mettiamo tutti i dati sul tavolo, parliamo di aria fritta.

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