Lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Signor Presidente, Sento il dovere di sottoporre alla Sua attenzione un episodio accaduto il 23 dicembre ultimo giorno di  Consiglio regionale del […]

Signor Presidente,

Sento il dovere di sottoporre alla Sua attenzione un episodio accaduto il 23 dicembre ultimo giorno di  Consiglio regionale del Veneto, che ritengo di enorme gravità istituzionale e politica.

Si stava dibattendo serenamente sulla decisione di assumere come Consiglio regionale l’onere economico per le celebrazioni dei 150 d’Italia previste a partire dal 2011; solo alcuni interventi di giovani esponenti della Lega Nord mettevano in discussione la necessità di partecipare come Regione alla scelta nazionale, ma il Presidente Zaia, pure non presente, aveva garantito voto di astensione del gruppo Lega Nord e presenza in aula.
Improvvisamente uno dei consiglieri di minoranza, durante il suo intervento e ormai al finire della giornata d’aula, decide di utilizzare parte del tempo a sua  disposizione per intonare l’Inno di Mameli. Al quale con gioia e partecipazione ci uniamo. Terminato l’intervento comprensivo di Inno nazionale, il capogruppo della Lega Caner interviene per informare che per parte sua ne ha sentite abbastanza e quindi se ne va, ritenendo una “provocazione” la canzone di Mameli. L’hanno seguito tutti i consiglieri della Lega Nord uno ad uno decidendo di abbandonare l’aula.

Caro Presidente, inutile dirle che i restanti consiglieri regionali del Veneto sono rimasti costernati di tale ingiurioso comportamento proprio nel giorno in cui vi era da deliberare per i 150 anni della nascita dell’Italia.

Lei, Presidente Napolitano, che pure tante volte si è recato in Veneto e a Venezia per esprimere la  Sua convinta solidarietà nelle difficoltà e l’orgoglio per i risultati raggiunti nei vari campi, ha sempre espresso la Sua convinzione che la strada del
federalismo sia lo strumento per far rinascere una nuova Italia più democratica e responsabile, recuperando e mantenendo vivi gli antichi, fondanti valori dell’Unità.

Di questo noi siamo particolarmente convinti e siamo al Suo fianco per la battaglia federalista, ma davvero riteniamo indispensabile che questa sacrosanta necessità non alimenti volontà di secessione e distacco dal resto del Paese nell’illusoria convinzione di vivere meglio isolati e soli. Questo passaggio eversivo che ha visto definire “provocatorio” l’Inno nazionale in un ambito come quello del Consiglio Regionale, ci pone alla massima evidenza come non sia affatto sopito il tentativo di cancellare il valore dell’unità nazionale con comportamenti di ripulsa e rifiuto del Paese Italia, con ciò intendendo scaricare su altri colpe che, in molti casi ricadono anche sullo stesso governo Regionale.

L’Inno nazionale pare procurare alla Lega Nord Veneta una reazione violenta e scomposta tanto quanto l’acqua santa in mano all’esorcista la provoca  nell’indemoniato; ciò non è una garanzia né motivo d’orgoglio appartenere ad un assise che vede una parte rilevante della sua maggioranza rifiutare l’appartenenza al nostro amato Paese, alla sua Costituzione, ai suoi simboli e al suo Inno. Ecco perché crediamo indispensabile informarla affinché Ella, Presidente,  provveda a fare ciò che riterrà più giusto per ripristinare il diritto-dovere di appartenenza e sacra rappresentanza al Popolo veneto in quanto regione d’Italia.

Con deferenza e stima,

 

Laura Puppato

Presidente gruppo cons. Regionale PD

Un commento

  1. maria assunta scrive:

    Sono d’accordissimo con te.Il Preside non merita affatto queste infamie.Forse a distanza di ani ne abbiamo avuto uno che pianghe per tutto ciò che stà accadendo.Ciao Laura

Lascia un commento