In merito all’articolo “Il new deal del governatore leghista: verso la catastrofe del territorio”

Prendo atto che al crudo paragone con il quale il poeta Andrea Zanzotto descriveva alla perfezione lo scempio del territorio […]

Prendo atto che al crudo paragone con il quale il poeta Andrea Zanzotto descriveva alla perfezione lo scempio del territorio tuttora in atto nel Veneto (‘Una volta c’erano i campi di sterminio, ora lo sterminio dei campi’) bisogna purtroppo aggiungere un nuovo tassello. In questa regione stiamo infatti assistendo ad alcuni tentativi di revisionismo che puntano a mistificare la realtà scaricando colpe proprio su chi invece continua instancabilmente ad opporsi all’approvazione di una serie di norme che in tempi recenti hanno legittimato il crimine urbanistico.

Ultimo esempio emblematico, la levata di scudi scandalizzata dell’assessore all’urbanistica di Cortina d’Ampezzo, Stefano Verocai, contro l’approvazione della legge regionale che modifica le norme in materia di governo del territorio. Un provvedimento di riforma voluto dal centrodestra, a trazione leghista, che governa il Veneto e che corrisponde  al colore politico dell’amministrazione comunale di cui Verocai fa parte. L’assessore denuncia in particolare gli effetti sul suo territorio di una norma contenuta nella nuova legge, ovvero il via libera alla possibilità di ristrutturare edifici su terreni agricoli anche di pochi metri quadrati, ampliandoli fino ad 800 metri cubi. Peccato che Verocai non si limiti ad un atto di ribellione contro i suoi amici della Lega e del PdL ma che punti il dito sul PD insinuando l’idea che da parte nostra ci sia stata un’opposizione morbida e timida. Cosa che non corrisponde affatto al vero, visto il dibattito in aula durato un giorno intero e la battaglia degli emendamenti da noi presentati per tentare di cambiare la legge, obiettivo che peraltro è in parte riuscito.

Di qui il nostro voto di astensione, che di fatto è un voto negativo ai sensi dell’approvazione. Il PD ha presentato una serie di emendamenti a questa legge. Due sono stati accolti ed hanno permesso di sventare altrettanti colpi di mano del centrodestra. Da un lato l’esproprio dei Consigli comunali delle loro competenze urbanistiche sui PUA (Piani urbanistici attuativi), spostando ogni potere alle giunte; dall’altro il tentativo di imbavagliare le soprintendenze ai beni ambientali e monumentali, togliendo loro voce in capitolo sull’intero ambito dei vincoli ambientali e storico-ambientalistici.

Tra i nostri emendamenti cassati, c’era proprio quello che intendeva affidare ai Comuni puntuali limitazioni agli ampliamenti sui terreni agricoli per i non-agricoltori. La nostra, sia chiaro, è stata una battaglia di opposizione combattuta senza ambiguità. Di più, abbiamo svolto un lavoro di opposizione utile perché ha permesso di limitare lo scempio. Semmai va detto, sempre per amor di verità, che altre forze di opposizione, vale a dire l’Udc, hanno scelto di bocciare il nostro emendamento anti-ampliamenti. Verocai chieda dunque conto esclusivamente ad altri, e non a noi, di quanto è accaduto.

Infine diciamolo con chiarezza: questo indegno provvedimento nasce nel solco del Piano Casa approvato dal Veneto nella scorsa legislatura sempre dal centrodestra. Un piano concepito come legge economica e non urbanistica, che guarda agli interessi commerciali e non a quelli della difesa del territorio. E non a caso fu abilmente presentato come strumento che avrebbe aiutato il Veneto ad uscire dalla crisi economica. Ora, nel segno della continuità, Lega e PdL tolgono consapevolmente ogni vincolo di tutela del paesaggio e proseguono con uno sterminio contro il quale non ci arrenderemo mai.

Laura Puppato

Capogruppo PD – Consiglio regionale del Veneto

 

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