Cemento

Cemento in Veneto: Ruffato si autoassolve, ma Forza Italia-PDL sono responsabili quanto la Lega

Le considerazioni del Presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, secondo cui la cementificazione veneta è colpa di tutti i partiti, […]

Le considerazioni del Presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, secondo cui la cementificazione veneta è colpa di tutti i partiti, lascia basiti. Da persona seria non può non riconoscere che da quasi 20 anni il Veneto è governato dai partiti dell’attuale maggioranza e che tutti i tentativi fatti finora per ridurre il carico edificatorio sono stati snobbati o sono serviti nel migliore dei casi solo a ridimensionare l’espansione prevista da interventi e leggi regionali in materia urbanistica. Le responsabilità politiche della Lega e del Pdl sono le medesime ed è peraltro inaccettabile estenderle agli altri partiti. “Tutti sono colpevoli”, “tutti hanno accettato”, sono frasi qualunquiste. Fare “di tutta l’erba un fascio” è una cattiva e scorretta e autoassolutoria abitudine a cui non mi piace dare silenzioso assenso. Eppure ristabilire la verità storica in base agli atti amministrativi non è poi così difficile: c’è chi ha proposto, chi ha emendato e chi ha approvato. E su questi temi mai in maniera unanime.

Non è una novità parlare di pericolo per il paesaggio Veneto immortalato dal Tiziano e dal Giorgione e tenacemente difeso dalla voce e dalla penna di Andrea Zanzotto. Siamo un caso nazionale da molti anni e i libri inchiesta firmati da Alberto Statera, oppure da Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, dedicano molte pagine all’anomalia veneta. Le responsabilità del governatore Galan sulla cementificazione della nostra regione sono evidenti e ben documentate. E chi come noi denuncia questa situazione da anni – non da ieri come ha fatto Zaia – era per caso un visionario?

La Regione Veneto ha inoltre un triste primato italiano nel non essere riuscita ad approvare un Piano regionale territoriale di coordinamento, visto che quello adottato non è mai passato in Consiglio e giace incompiuto. Mentre la legge n.24, che concede l’edificazione nei campi agricoli, recentemente cancellata, è stata ancora riesumata parzialmente dal Piano casa, lo stesso che, pur sostanzialmente ridimensionato nella operatività dai nostri emendamenti, ha comunque tolto il diritto di decidere ai sindaci del Veneto. Ma le nostre riserve riguardano anche le infrastrutture. Da tempo chiediamo il rispetto dell’art. 32 della Legge regionale 29 novembre 2001, n. 35, in particolare dove si esplicita che gli accordi di programma, oltre al consenso unanime dei soggetti interessati e oltre a sostituire ad ogni effetto le intese, i pareri, le autorizzazioni, le approvazioni, i nulla osta previsti dalle leggi regionali, devono comportare la dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Da tempo evidenziamo dubbi motivati sulla modalità di costruzione delle arterie superstradali e autostradali, l’abuso di project financing, l’assenza di trasparenza e il continuare a costruire non tenendo conto delle indicazioni europee che, come già avvenuto in Austria e Germania, indicano la realizzazione di arterie senza caselli ma con barriere intelligenti free flow, con minor consumo di suolo ed esazioni più veloci e meno inquinanti.

2 commenti

  1. Bertazzon Eugenio - Nervesa - scrive:

    A proposito di edificazione di abitazioni civili, zona Montello, ampliamento di esistente fino a 800 mc. per dare casa ai figli, perchè nei casi in cui l’ampliamen-to risulta difficile o anti- estetico o poco funzionale non viene ammessa la costruzione distaccata. Quando è stata approvata que-
    sta legge e quando la mino-ranza ha cercato di emendare dove era il buon senso.

    • Gilberto scrive:

      Francamente sostenere che il ptoregto e8 armonioso e si inserisce bene nel contesto solo perche8 si prevedono dei tetti verdi mi sembra una tesi piuttosto semplicistica e svilente. Sarebbe forse meglio dire che sono previsti 11 cubi di cemento, di dimensioni varie, nel parco di Hermann Hesse.

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