Caso Diadora: chiusura inaccettabile dell’assessore Donazzan

Venezia, 19 gennaio 2011 Il mancato prolungamento della cassa integrazione in deroga per gli 84 lavoratori della Diadora di Caerano S. […]

Venezia, 19 gennaio 2011

Il mancato prolungamento della cassa integrazione in deroga per gli 84 lavoratori della Diadora di Caerano S. Marco è un pessimo segnale per il mondo del lavoro della nostra provincia che sconta l’incapacità dell’assessore regionale Elena Donazzan di trovare adeguate soluzioni al momento di crisi delle imprese. Se è stato giusto allargare la cassa in deroga ai dipendenti che finora non hanno avuto diritto a nessun altro ammortizzatore sociale, ciò non deve andare a discapito degli altri lavoratori. Il tutto solo per ragioni di convenienza economica della Regione. Condivido pertanto le preoccupazioni dei sindacati trevigiani che hanno espresso disagio rispetto alla rigidità della Donazzan e hanno denunciato la reale possibilità che casi come quello della Diadora possano moltiplicarsi nei prossimi mesi. Serve dunque estendere le tutele e non sacrificarle sul tavolo dell’accordo regionale dello scorso dicembre, che va semmai migliorato e integrato, in modo che possa essere firmato anche dalla Cgil. Del resto il segretario Paolino Barbiero ricorda che le parti sociali hanno fatto la loro parte e che semmai è stata la Regione Veneto a cambiare le carte negando altri sei mesi di cassa in deroga. Come al solito, rilevo in questa vicenda l’assenza del governo provinciale che inizialmente aveva dato la disponibilità a mediare, ma poi, come in altre situazioni, si è reso latitante. Come dimenticare le promesse al vento del presidente Muraro che alla vigilia di Natale aveva rassicurato i dipendenti della Diadora? In primavera anche all’ente di Sant’Artemio la ruota deve girare, a cominciare proprio dall’approccio nell’affrontare i temi del lavoro.

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