Bilancio Regione Veneto 2011: ecco dove cadrà la scure dei tagli

Venezia, 29 dicembre 2010 Questi i tagli più consistenti, voce per voce, individuati dal Partito Democratico veneto nella bozza di […]

Venezia, 29 dicembre 2010

Questi i tagli più consistenti, voce per voce, individuati dal Partito Democratico veneto nella bozza di bilancio 2011 presentata dalla giunta Zaia.Relazioni istituzionali. Drastica riduzione di stanziamenti di cui beneficiavano Comuni e Province per esercitare le funzioni loro conferite e realizzare i relativi servizi. Si tratta di un taglio che supera i 16 milioni di euro tra spesa corrente (- 3,3 milioni) e di investimento (-12,8 milioni). Spiccano, rispetto al 2010, gli azzeramenti di risorse per i Comuni delle aree svantaggiate di montagna (- 5 milioni) e per le unioni di Comuni (- 1,5 milioni). Sicurezza ed ordine pubblico. Gli effetti della scure: dai 9,4 milioni del 2010 i finanziamenti che verranno messi a disposizione per il settore crollano a 718 mila euro (meno 92,4%). Ridotti al lumicino gli stanziamenti a favore dei Comuni per realizzare presìdi fissi del territorio ed impianti di sorveglianza (- 7,9 milioni). Agricoltura. Il comparto agricolo nel complesso registra una flessione di risorse pari al 31%. Risultano eliminati i finanziamenti per la tenuta dei libri genealogici e lo svolgimento dei controlli funzionali sulle carni (- 5,2 milioni): dunque meno tutela per i consumatori veneti. Ci sono appena 100 mila euro per la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie di qualità, mentre la pesca e l’acquacoltura sono costrette a subire tagli, sia per spese correnti che di investimento, che superano i 12 milioni di euro. Ridotti del 66% (- 1,9 milioni) i fondi di solidarietà per le aziende agricole colpite da calamità. Pmi e sviluppo del sistema produttivo: meno 62%. La voce ‘Interventi a favore delle Pmi’ registra un taglio di 92,3 milioni, pari 99% rispetto al 2010 Nessuna risorsa anche per le azioni a sostegno del mondo della cooperazione (eliminati i 3 milioni dello scorso anno) e ridimensionamenti cospicui per gli interventi strutturali a favore delle imprese artigiane (- 1,2 milioni, con un calo del 39,4%). Lavoro. Le risorse per la voce ‘Politiche del lavoro’ scende del 41,1% rispetto al 2010. Questa voce comprende il fondo regionale per il sostegno al reddito e all’occupazione (- 5,5 milioni), il fondo straordinario per i lavoratori in cassa integrazione e in mobilità (- 5 milioni) e quello per il sostegno del lavoro autonomo (- 5 milioni). Azzerate anche le risorse per la promozione della previdenza complementare che l’anno scorso erano pari a 3 milioni di euro. Turismo. La quasi totalità dei tagli sul turismo avviene sul fronte della informazione, della promozione e della accoglienza (- 23,4 milioni, pari ad un – 64,6%). Abitazioni ed edilizia speciale. Totale eliminazione dei contributi per il sostegno al pagamento degli affitti (18 milioni). Ad aggravare l’assenza di aiuti sociali nel settore della casa il calo negli investimenti per l’edilizia abitativa pubblica (- 14,2 milioni, pari ad un – 31,4%). Cancellate le risorse a favore degli interventi speciali pubblici nei Comuni: dai 165,4 milioni del 2010 si scende a 22,5 milioni. Tutela del territorio. Non è bastata l’alluvione: nel complesso il settore subisce un dimezzamento di risorse (- 111,8 milioni, pari al – 53,2% sul 2010) con punte del 100% per le ‘sistemazioni fluvio-marittime (- 20,3 milioni) e dell’80,4% per gli ‘interventi per l’assetto territoriale’. Fortemente ridimensionati i fondi per studi e ricerche (- 53,9%) e quelli per il rischio idrogeologico che passano dai 37,8 milioni del 2010 ai 26,2 del 2011 (meno 30,6%). Infine, per quanto riguarda gli interventi infrastrutturali in materia di bonifica e la gestione e manutenzione ordinaria degli impianti di bonifica, i tagli ammontano a 39 milioni (circa il 90% in meno). Tutela ambientale, salvaguardia di Venezia e protezione civile. La voce ‘Interventi di tutela ambientale’ cala del 25% (da 94,5 a 70,8 milioni), mentre le risorse per gli interventi strutturali in laguna scendono dell’8% (da 330 a 303,5 milioni). Infine la protezione civile, che vede gli stanziamenti per parco mezzi, attrezzature ed impianti ridursi del 66% (da 2,7 milioni a 925 mila euro). Trasporti. La Giunta prevede di tagliare la voce ‘Trasporto pubblico locale’ del 26,8% (passando da 288 a 211 milioni) e quella ‘Trasporto su rotaia e Sfmr’ del 16,8% (da 115,6 milioni del 2010 a 96 milioni per il 2011), in parte compensata con l’aumento degli investimenti (+ 29,7). Segno decisamente negativo anche per la voce ‘Linee navigabili’ dove si prevede una riduzione dell’87,5% (da 50,5 a 6,3 milioni). Interventi sociali. L’esempio più eclatante viene dalla voce ‘Concorso finanziario alle attività istituzionali delle Ulss e dei Comuni nell’ambito dei servizi sociali’ che viene azzerata completamente (- 20,5 milioni). Si tratta infatti di risorse che la Regione non trasferirà più alle Ulss ma che verranno spostate all’interno di un fondo di rotazione per l’edilizia socio-sanitaria. A questo punto alle Ulss resta come unica via possibile quella di caricare sulle spalle dei Comuni il peso economico di questi servizi. Cosa che verrà fatta con ulteriori, pesanti, conseguenze per le casse degli enti locali veneti. Si delineano poi i tagli nell’ambito delle politiche per la famiglia (- 10,5 milioni tra servizi e spese di investimento), nei servizi a favore delle persone disabili (- 5,1 milioni, pari ad un – 45%), nel fondo regionale per la non autosufficienza (- 15 milioni), negli interventi di sostegno e strutturali per il terzo settore che vengono completamente azzerati (- 5 milioni). Istruzione e formazione. Per il 2011 stop a nuovi interventi di ristrutturazione di edifici scolastici (cancellati i 29,4 milioni dello scorso anno, restano in cassa 949 euro!), fatto che desta forte preoccupazione vista la necessità di mettere a norma molti di questi plessi, a garanzia della sicurezza di migliaia di giovani studenti veneti. Il diritto allo studio segna un – 14,1% (da 87,2 a 74,9 milioni di euro). Cultura e sport. La cultura infatti avrà in dotazione poco più di 25 milioni, di cui la metà è destinata all’edilizia, al patrimonio culturale e agli edifici di culto. Il settore dello spettacolo viene ridotto del 41% . Per quanto riguarda lo sport in cassa ci saranno appena 1,7 milioni.

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