Bilancio 2011: Pd, tagli che affossano il Veneto, Giunta irresponsabile

Padova, 28 dicembre 2010 Il bilancio di previsione della Regione Veneto presentato pochi giorni prima di Natale dalla giunta Zaia […]

Padova, 28 dicembre 2010

Il bilancio di previsione della Regione Veneto presentato pochi giorni prima di Natale dalla giunta Zaia rappresenta un’operazione di “grave irresponsabilità politica”. Questo il giudizio che il gruppo consiliare del Partito Democratico dà della manovra finanziaria appena approdata all’esame del Consiglio. Il principale gruppo d’opposizione, che ha incontrato i giornalisti a fine anno per documentare – cifre alla mano – che cosa avverrà nelle politiche regionali con il bilancio di ‘lacrime e sangue’ annunciato dal presidente Zaia, si dichiara preoccupato per i “drammatici tagli” previsti, che in alcuni casi sfiorano l’azzeramento dei capitoli regionali di spesa. “Sono stati azzerati – denuncia la capogruppo Laura Puppato – i fondi ai Comuni per i contributi per i canoni di locazione troppo onerosi per le famiglie in difficoltà, i contributi per la disabilità, i fondi per garantire la sicurezza, sono stati ridotti dell’80 per cento i fondi per la gestione degli impianti di bonifica e la tutela del territorio. La Regione, con questa manovra, passa il cerino ai Comuni e alle autonomie locali, peraltro già taglieggiate dal patto di stabilità. Ci sono amministrazioni locali, come Loreggia, Giavera del Montello, Caerano, che dovranno affrontare l’esercizio 2011 con disponibilità di bilancio ridotte dal 56 fino all’85 per cento”. Dice Piero Ruzzante, vicepresidente della commissione Bilancio del Consiglio: “Questa manovra mette la Regione contro il territorio, costringe gli enti locali a dimagrire i propri bilanci mentre salvaguarda solo l’amministrazione centrale. Alla fine ne faranno le spese i più deboli, perché le scelte di Zaia e della sua Giunta mettono pesantemente le mani nelle tasche dei cittadini facendo lievitare prezzi, tariffe e costo dei servizi”. Per Ruzzante “è la fine del ‘bluff’ di Zaia”: “Il suo slogan ‘primi i veneti’ – spiega il consigliere padovano – si è rovesciato: i veneti sono diventati gli ultimi, non solo per i tempi di presentazione del bilancio 2011 (le altre Regioni del Nord hanno tutte già approvato bilancio e finanziaria) e gli evidenti segnali di incapacità a gestire l’amministrazione, ma soprattutto perché azzera ogni investimento, ignorando le principali esigenze del territorio”. Secondo i conteggi elaborati dal Pd regionale, le politiche per il lavoro subiscono tagli del 42 per cento, quelle per le imprese del 62 per cento, praticamente azzerati i fondi per le piccole e medie imprese, ridotti del 60 per cento i fondi per il turismo, al lumicino quelli per l’innovazione. “Si è scelto di far pagare la crisi al mondo del lavoro e delle imprese”, commenta Roberto Fasoli, vicepresidente della commissione Attività produttive. Allarme anche sul fronte del settore primario, dove Graziano Azzalin, vice della commissione Agricoltura denuncia il taglio ai contributi per la zootecnìa, che sottendono “la totale cancellazione degli allevamenti”, la scure sulle opere di bonifica e di messa in sicurezza del territorio. Non si salva nemmeno il sociale, nonostante le assicurazioni del presidente Zaia e dei suoi assessori: “Mi meraviglio che l’assessore Sernagiotto non prenda posizione – esordisce Claudio Sinigaglia, vice della commissione Sanità e sociale – la conservazione delle voci per gli interventi sociali è solo apparente, in quanto nel bilancio 2011 si prevede un nuovo fondo di rotazione di 50 milioni di euro per costruire o ristrutturare case di riposo e strutture sociali di accoglienza e assistenza. Ma di questo fondo, che si limita a erogare prestiti a tasso zero, i Comuni non sanno che farsene. In compenso il bilancio regionale 2011 taglia i trasferimenti ai Comuni per i Ceod, i disabili, gli interventi domiciliari, le comunità per minori, i fondi per le povertà estreme e, nel contempo, azzera le risorse per il terzo settore. I Comuni dovranno supplire ai mancati contributi regionali e non hanno le risorse per farlo. Salta il modello veneto dell’integrazione tra sociale e sanità, tra pubblico e privato-sociale”. Bruno Pigozzo, vicepresidente della commissione Mobilità e infrastrutture, rincara. “Nel 2011 ci saranno 280 milioni di euro in meno nei contributi regionali alle autonomie locali (comuni, province e comunità montane). Dove si andranno a prendere le risorse per garantire servizi essenziali come il trasporto pubblico locale?”. L’affondo più duro arriva da Franco Bonfante, vicepresidente di opposizione del Consiglio veneto: “Il Veneto è una regione ridotta sul lastrico dal punto di vista delle prospettive politiche perché ha azzerato la propria capacità di indebitamento. Non si sono più risorse per contrarre mutui per investimenti in opere pubbliche e infrastrutture: significa che i veneti potranno avere nuovi ospedali solo in project financing, nuove strade solo a pedaggio, ogni nuovo intervento dovrà quindi scaricarsi sui privati cittadini, gravando in modo indifferenziato sulle tasche di tutti. Le uniche voci in aumento nel bilancio regionale risultano essere i fondi di rotazione, ma questo è solo un trucco per mantenere inalterata la massa monetaria delle risorse mentre in realtà si cancellano i contributi a fondo perduto”. Per Bonfante la manovra finanziaria 2011 rivela “assenza di strategia politica” e “incapacità amministrativa”. “La prova? L’articolo 10 della legge finanziaria, che è stato scritto ignorando i principi base del diritto amministrativo e dello Statuto. La Giunta vuole avocare a sé il diritto di abrogare enti regionali e le relative leggi istitutive, dando prova di ignorare che solo il Consiglio può fare e cancellare le leggi”. “Noi avremmo fatto scelte politiche diverse – conclude Lucio Tiozzo, vicepresidente del gruppo consiliare – a cominciare dal rifiuto da opporre al governo nazionale ai tagli orizzontali e indiscriminati. Zaia ha ‘calato le braghe’ mesi fa accettando i tagli imposti dal governo nazionale e giustificandoli in nome della lotta agli sprechi, ha sbagliato sul fronte delle entrate e ora sbaglia nel non saper indicare le priorità nelle riduzioni imposte da una stagione di ristrettezza di risorse. I primi da tutelare in questa situazione sono invece i più deboli e i settori produttivi del sistema veneto”.

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