Il Blog di Laura Puppato

Promesso!

Quello che più si temeva e che più volte avevamo ipotizzato in questo blog è avvenuto. La rabbia e la […]

Quello che più si temeva e che più volte avevamo ipotizzato in questo blog è avvenuto. La rabbia e la protesta hanno avuto la meglio sulla proposta, così come hanno avuto la meglio, ancora una volta le false promesse di un Berlusconi redivivo che ancora è capace di incantare e stupire. Colpa nostra che non abbiamo saputo convincere e comprendere, colpa nostra non aver forse, chiarito e persino urlato abbastanza. Qualcuno in risposta a un mio post nei giorni scorsi mi aveva accusata di aver paura di Grillo. Non ho paura di Grillo, ho paura per l’Italia, avevo paura di questo.

Adesso che tutto è passato, il voto del 24 e 25 febbraio ci lascia un’Italia divisa, indebolita e a detta di tutti ingovernabile. La lascia a noi eletti e la lascia al Pd e alla sua coalizione che, piaccia o no, ha la maggioranza assoluta alla Camera e una maggioranza, molto relativa, al Senato. Una vittoria che non è una vittoria perché con questa legge elettorale e con un pugno di voti in più non si governa. Tocca ora a noi prendere il bandolo di questa matassa e tentare di districarla. Ci presenteremo in Parlamento e dimostreremo che il cambiamento è possibile, che è già avviato e che molte delle cose che va predicando il Movimento 5 stelle noi le stiamo già attuando e sono nella nostra agenda.A cominciare dalla moralità, dall’onestà e dai tagli dei costi della politica. Una nuova legge elettorale, la riforma delle istituzioni, garanzie e protezione per le fasce più deboli, politiche ambientali che producano lavoro e sviluppo, l’innovazione ovunque a iniziare dalla macchina pubblica. Questi sono i nostri temi, queste le nostre proposte e su queste invitiamo i parlamentari 5 stelle a pronunciarsi. Perché adesso che lo tsunami è passato ora è il momento della costruzione e quando il 25 % degli italiani ti dà la sua fiducia bisogna assumersi le proprie responsabilità. Adesso è il momento di mettere da parte il megafono e fermarsi ad ascoltare a discutere perché su molti temi il dialogo è possibile.

A Beppe, che una volta mi premiò come sindaco a 5 stelle, e agli esponenti del suo movimento voglio dire che esiste anche una buona politica. Noi siamo la buona politica. Se ne dovranno accorgere in fretta gli italiani che ci hanno dato fiducia e anche quelli che non ce ne hanno data.

Promesso!

8 commenti

  1. Marco scrive:

    Gentile Laura,
    ritengo che un politico che ama il suo paese e invoca un bene comune debba rispondere a tutto il paese, cioè a tutta la gente e non solo ai suoi elettori. E siccome sappiamo che gli italiani hanno una forza che altri popoli non hanno, che sanno rinascere dai terremoti, le cui imprese lavorano per il massimo della qualità del prodotto sia prima delle elezioni che dopo le elezioni, che anche se cambia lo spread il prodotto dell’industria italiano non cambia, non sarei così pessimista. Non facciamoci prendere dalle classifiche di “misteriosi” osservatori che all’estero guardano all’instabilità dell’Italia perché temono che il loro potere venga meno in casa nostra. E’ evidente che all’estero fanno solo speculazione e questi “misteriosi” osservatori sono i primi che ci danneggiano, non sono certo i “grillini” o i “berlusconiani”. Invece, ripeto, il popolo italiano ha radici solide e una dignità che deriva da una tradizione millenaria, da certi valori che consciamente o incosciamente vogliamo abbandonare in forza di un fantomatico progresso di cui non si possiede il senso. Apro una parentesi: progresso vuol dire andare avanti per migliorare le condizioni, ma nessuno si pone la domanda se le condizioni ottenute con certe scelte attribuite al progresso siano un miglioramento o un peggioramento. Eppure i dati li abbiamo ma forse non li vogliamo guardare. Oltre a ritrovare i nostri valori dovremmo anche ritrovare e ridare il vero significato alle parole, chiusa la parentesi.
    Quindi provi a guardare almeno questo dato: oltre al 25% dei suoi elettori allarghi l’orizzonte agli altri 25% di italiani che neppure con un voto di protesta dato a Grillo si sono mossi per andare a votare, forse perché nessuno gli riconosce quella dignità di italiani di cui parlo? Sono un numero ancora maggiore rispetto al 2008, rispetto a prima della crisi, a prima di Grillo. QUESTO E’ PREOCCUPANTE!! Ricominciamo a far scoprire agli italiani quei valori di civiltà che ci contraddistinguono e che nessuno, ripeto nessun paese al mondo ha.
    Io ho iniziato a farlo questo lavoro, ammetto non insieme a suoi compagni di partito, dalle mie parti ancora troppo ideologici e poco realisti.
    Buon lavoro

  2. Eugenio scrive:

    Cara Laura, la stimo molto e l’ho votata alle primarie. Vivo all’estero al momento ma osservo con rabbia e speranza quello che succede in Italia e partecipo per quello che la rete mi consente per dare la mia opinione, mentre la crisi e soprattutto le bassezze dell’italia iniziano a colpire le persone care che ho a casa. Sono stato indeciso fino all’ultimo se votare M5S o PD, e alla fine ho deciso voi per puro senso di responsabilità ‘istituzionale’, perchè l’Italia avrebbe avuto bisogno di un governo forte che possa governare. Evidentemente molti altri sono stati più audaci. Sinceramente, non mi sorprende più di tanto. Troppe sono state le occasioni mancate dal PD per dare una svolta alla politica nazionale, dalle provincie che non ha mai veramente voluto abolire, alle troppe leggi che ha fatto passare al Pdl quando a livello numerico avrebbe potuto bloccare. A parte pochi volti nuovi il PD si è rifugiato nell’immobilismo, e la bella idea delle primarie dei parlamentari è stata macchiata di soliti blindati, dalle deroghe per una legislatura in più, una ancora come se non bastassero 20 anni in parlamento. Io capisco che la destra non ha fatto nulla di vagamente lontano, ma gli elettori di sinistra sono enormemente più esigenti. Prima di votare mi sono informato su internet su chi avrei dovuto eleggere. Beh a parte Lei e poche altre eccezioni, degli altri parlamentari PD si trovava a malapena nome e curriculum nella bella cornice del sito istituzionale del PD, o magari il link a qualche legge indecifrabile votata nella scorsa legislatura, mentre dei grillini si potevano vedere i video messaggi prodotti per le loro primarie, e si poteva conoscerli meglio tramite i loro siti e i loro account aperti. Se mi posso permettere un programma per i prossimo anno: abolizione provincie, taglio stipendi pubblici e pensioni pubblici d’oro, taglio 30% spese difesa, compreso cancellazione F35, taglio metà delle auto blu e metà dei parlamentari, conflitto di interessi, nuova legge elettorale e legge sulle fondazioni bancarie e separazione fra banche di affari e banche di risparmio. Non è populismo, sono a bilancio ampiamente positivo e poche di queste sono cotituzionali. Io ci spero e voterò PD con molta più convinzione. Dobbiamo iniziare a dare il buon esempio dall’alto, altrimenti non vi chiamereste eletti. Con stima

  3. Betta scrive:

    Laura, noi ti abbiamo seguito, con le donne del Pd di Cagliari dalle Primarie e perciò ti conosciamo bene: siamo certe che saprai dialogare con la consueta semplicità con il M5s.
    Dispiace che non tutti i candidati Pd siano capaci di ‘fare rete’ sul territorio e mantenere i contatti con gli elettori! La gente ha bisogno, soprattutto in questi tempi strani e difficili, di riferimenti continui. Tanti si scoraggiano e allora sono un po’ esposti ai ‘venti’ di tante sirene. A presto, buon lavoro. Betta.

  4. massimo scrive:

    Affrontate il problema delle pensioni e del carico dei contributi che penalizzano i giovani precari e non senza una prospettiva di una pensione onorevoli.
    La riforma fornero addizionata alla riforma dini ha reso non significativo il rendimento dei contributi. Nelle stesso momento ci sono categorie solo perche piu vecchie di qualche anno hanno visto riconosciuto un trattamento notevolmente piu favorevole. Basta vedere le differenze tra il calcolo retributivo e contributivo. Non si puo dire chi ormaichi e’ gia in pensione si tiene i suoi privilegi (sistema retibutivo e eta ridotta) quelli che verranno , pagheranno piu contributi per andare in pensione piu tardi e con ridotto importo.Non funziona cosi , non puo funzionare. Il PD in questo e’ mancato , non ha pensato a questo problema , la legge fornero e’ una bestemmia. Con l’accettazione di questa norma si recide il rapporto con le nuove generazioni. Ho paura che dipenda dal fatto che c’e incompetenza ad affrontare il problema.

  5. prisca scrive:

    Cara Laura,
    finalmente trovo uno spazio per lasciare un mio pensiero. Sono una tua elettrice alle primarie, un’elettrice del PD alle ultime elezioni. Non trovo assolutamente giusto rimproverare al PD in generale una campagna elettorale sottotono. Semplicemente è stata una campagna elettorale educata, corretta dove il cosa si dice prevaleva sul come si dice. E la mia grande amarezza è proprio questa: di vivere in un Paese dove ha preso piede l’imbroglio, l’arroganza, l’urlo, la prepostenza uniti ad un enorme senso del “Mio” contro un inesistente senso dell’altro e degli altri. Ho ascoltato direttamente durante la campagna elettorale Giorgio Santini, Alessandra Moretti, Rosanna Filippin che già conosco da tempo, ho ascoltato te e tutti vi ho apprezzati per la chiarezza e i toni. Ho visto solo una volta Ambrosoli in televisione, e l’impressione è stata la stessa: un uomo onesto, educato. consapevole delle responsabilità a cui andava incontro. E adesso si rimprovera a Bersani di essere “solo” un uomo onesto, ma non capace di prevalere. SOLO (?) onesto? Ma con quello che c’è in giro sarebbe dovuto bastare per prendere una valanga di voti. E invece ribadisco con questo mio modo forse utopico di vedere le cose, prevalgono toni incivili, e si respira un aria di assetto di guerra permanente, del tutti contro tutti. E ciò che ancor di più mi rammarica, è pensare che da insegnante e da genitore ho speso una vita ad educare all’onestà i figli miei e degli altri, per vedere che ancora una volta vince tutt’altro. Auguro a voi, per il bene di tutti che la matassa si sbrogli, e che si riprenda il lavoro parlamentare autentico, vero sale della democrazia. Un grande e affettuoso in bocca al lupo!

  6. Gianni Pavan scrive:

    Gent.ma Sig.ra Laura, nonostante il Suo invito a recarmi alle urne per le ultime elezioni, non me la sono sentita, il disgusto verso questa classe politica ed il sistema stesso ,sono talmente forti che non ho potuto. Capisco che la classe politica e’ lo specchio del peggior Paese, ed e’ appunto per questo che bisogna cambiare e non solo con le parole, ma con proposte e fatti concreti. Il Suo partito non ha saputo cogliere questo momento importante di cambiamenti in cui era necessario rompere con il passato (via la vecchia nomenclatura) ha gia’ prodotto troppi danni, non ha saputo governare e non ha saputo fare una buona e costruttiva opposizione, ha solo lavorato in funzione antiBerlusconi, tutto il resto non contava l’importante era eliminare Berlusconi. E il Paese? Chi se ne frega!
    Vent’anni fa’, i vari Romiti, Ciampi, Amato etc., rincuoravano gli italiani coscienziosi sul pericolo Cina (intendendo l’estremo Oriente, quindi India, Pakistan etc.) invece di intervenire con regole internazionali attraverso il WTO e la World Bank, nei confronti di una globalizzazione che ci avrebbe strozzati. I Paesi di cui sopra avrebbero dovuto garantire un eguale stato sociale (previdenza, assistenza etc.) ai loro lavoratori ed allora la competitivita’ sarebbe avvenuta sulla produttivita’ . Ora e’ troppo tardi, anche perche’ il mondo Occidentale non e’ piu’ al Centro e quindi non saremmo piu’ ascoltati.
    Ecco dove la classe politica e’ mancata ed il Suo partito ne e’ responsabile. Ma soprattutto continua a fare proclami, a combattere Berlusconi , a mantenere i soliti dinosauri e soprattutto ha non avere idee.
    Io pero’ ho grande stima di LEI ed e’ l’unico personaggio politico a cui mi rivolgo nonostante non sia di sinistra, anche perche’ non seguo queste logiche ma il buon senso e sono mosso esclusivamente dall’interesse per il nostro Paese.
    Cordiali saluti
    Gianni Pavan

  7. massimo bartolozzi scrive:

    Cara Laura, ho partecipato alla raccolta per le tue firme a sesto fiorentino, penso che Bersani deve cercare di trovare l’accordo con il M5S e per farlo deve presentarsi in parlamento con una serie di proposte dirompenti e precise e molto di sinistra alle quali non possono dire di no:
    - Conflitto di interessi, per eliminare Berlusconi dalle prossime elezioni
    - adozione da parte di tutti i comuni dei rifiuti zero quindi via gli inceneritori
    - riduzione stipendi a tutti i politici e dirigente es tetto 7000 euro
    - taglio pensioni d’oro es tetto 7000 euro
    - via dall’Afganistan
    - rinuncia acquisto f35
    - rinuncia tav torino lione
    - acqua pubblica
    Questi sono i primi provvedimenti per iniziare il dialogo ai quali non possono dire di no e permettono di liberare quelle risorse, qualche decina di miliardi, da reinvestire nel rilancio dell’economia.

  8. Alberto Zennaro scrive:

    La cosa fondamentale da fare subito è votare contro l’elezione di Silvio Berlusconi in Senato, dato che esiste la legge n.361 del 1957, che proibisce l’eliggibilità di concessioinari di beni dello Stato,come le frequenze, al Parlamento. NON PUO’ ESSERE ELETTO NE’ IL CONCESSIONARIO , NE’ L’AMMINISTRATORE.
    Poi occorre rivedere il regolamento di voto del Senato per renderlo simile a quello della Camera. Bisogna che chi si astiene non sia considerato voto contrario e bisogna che si tolga dal conto della maggioranza chi esce dall’aula al momento del voto, quindi se i senatori sono 315 e la maggioranza è la metà più 1, cioè 158 , se escono dall’aula 65 e ne restano 250, la maggioranza diventa la metà più 1 di 250, cioè 126. In questo modo si può sia avere la fiducia sia approvare le leggi, dando senso al mandato parlamentare dei senatori.

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