Il Blog di Laura Puppato

In treno

Se tutti i politici passassero più tempo sui treni, negli uffici postali, nei mercati ad ascoltare i cittadini, non ci sarebbe questo distacco tra eletti e elettori che ha portato al disprezzo della politica.

Ci sono giornate difficili in questa campagna elettorale, stancanti, complicate, ma anche belle. Per uno strano gioco del destino la vita si complica già al mattino presto, quando sono partita da casa per raggiungere Padova e da li poter prendere il treno per Roma. Arrivo con la nebbia filo-filo all’orario di partenza, trafelata, ma in tempo. Mi piace il treno, è poco inquinante, mi permette di lavorare e soprattutto di incontrare delle persone, ascoltare le loro richieste, sentire le loro paure e le loro preoccupazioni. L’ho usato sempre durante la campagna per le primarie e continuo a usarlo adesso, a dispetto di quanti mi dicono che così perdo del tempo, che dovrei usare l’aereo o addirittura l’auto. Non è tempo perso se posso ascoltare la signora che mi è di fronte lamentarsi del figlio plurilaureato che non trova lavoro, o il piccolo imprenditore della mia regione che sta scendendo a Roma per sentire a che punto sono quei pagamenti che gli deve la pubblica amministrazione e che se finalmente arrivassero potrebbero impedire la chiusura della sua azienda.

Se tutti i politici passassero più tempo sui treni, negli uffici postali, nei mercati ad ascoltare i cittadini, non ci sarebbe questo distacco tra eletti e elettori che ha portato al disprezzo della politica. Ascolto e intanto leggo i dati resi noti oggi dall’Istat che mi dicono che nel 2011 più di una famiglia su dieci, oltre 8 milioni di individui, si è collocata nella fascia di povertà relativa, e quelli dell’associazione dei costruttori  che denunciano nei primi 9 mesi del 2012 la cifra record di 9.500 fallimenti con oltre 360 mila disoccupati. E’ l’ eredità amara, una delle tante che ci lascia il centrodestra.

Ne parlo a Roma a Repubblica nel video forum con i lettori, occupazione, welfare, futura coalizione, genitori separati. La partecipazione è tanta a dimostrazione che se la politica sa ascoltare la gente si avvicina alla politica.

All’uscita incrocio una signora che mi ferma e mi dice :”tenga duro, ha ragione lei non è ancora un Paese per donne”. Tengo duro certo e evito di prendermela troppo quando mi si rompe il cellulare, resto imbottigliata nel traffico e sono costretta cambiar treno e quando finalmente sono a bordo  per un fatto “tecnico”  mi si cancella il biglietto elettronico. Per fortuna ricordavo più o meno posto e carrozza e….un bigliettaio particolarmente gentile individua, dopo qualche tentativo, il nome nel suo computer e sono salva. Naturalmente è per lui l’occasione per parlare dell’Italia, di come abbia deciso di non votare stanco della prepotenza della politica…rilevo che ha ragione ma che il voto è anche una forma di tutela e permette scegliendo bene di combattere una “guerra giusta” contro un sistema in larga parte corrotto e malato. Non so se l’ho convinto, non ho chiesto il voto per me, ma un voto. Verso chi lo garantisce di più. Scegliere ora vale molto, moltissimo. E se andrà a votare anche questo treno non sarà stato tempo perso.

4 commenti

  1. Marianna scrive:

    Carissima Laura,
    è bello leggerti al di fuori dei contesti di diatriba politica…
    solo poche righe per dirti che ti stimo e ti seguirò sempre, nonostante voterò Rivoluzione Civile di Ingroia… l’unico che, almeno per adesso, non mi delude. Sarebbe bello vederti con lui, visto che avete le stesse priorità in relazione ai temi più importanti: la green economy, l’ambiente, il sociale. Non sono le priorità di Bersani, il quale ha addirittura escluso una patrimoniale e sembra sempre meno di sinistra, avvicinandosi (e con buona pace sua) a quello che sarà il vostro ‘alleato’ e cioè Monti. Come puoi tu assecondare tutto questo? Qual è la tua idea al riguardo? Perché il PD critica sempre Ingroia riflettendo su di lui i suoi problemi? Non è giusto e l’arroganza e la prepotenza che mostra Bersani in questa tornata sono insopportabili… io ancora non capisco cosa tu ci faccia con queste persone. Sei adorabile… pacata, educata, intelligente, seria, parli di contenuti e sei una persona affidabile e corretta, coerente e che non ha solo idee ma agisce! Purtroppo sei l’unica, forse, nel PD. Trovo questi tuoi stessi valori in RIVOLUZIONE CIVILE, ci credo e mi voglio fidare… almeno loro sono Sinistra, non come Bersani… tu che ne pensi?
    Con affetto e stima… :)
    Marianna Massa
    (sarei onorata se mi rispondessi anche per mail, che ho lasciato qui)

  2. maria elisa scrive:

    condivido appieno la tua scelta di andare verso le persone perchè la distanza tra cittadinanza e politica è pericolosamente enorme. Sei stata un esempio di battagliera ma anche di leale collega di squadra e sono contenta di aver dato la mia firma per la tua partecipazione alle primarie. Mi piacerebbe capire di più cosa e come intendi proporre, in termini concreti e fattibili, un sostegno ai servizi per le famiglie e i bambini . Per correttezza l’interesse è legato anche al fatto che sono una psicologa, vecchiotta ma sempre appassionata, dirigente di servizi Ulss in quest’area e sono molto preoccupata dell’aria che tira…Non mollare e vuoi vedere che stavolta il Veneto spicca il volo …. A proposito abbasso al porcellum: una vera vergogna.

  3. Vittorio scrive:

    Ho letto con attenzione il commento di Marianna e – oggi – la tua risposta sul Fatto Quotidiano.
    Mi piacerebbe che i giovani (sono certo che Marianna lo è) analizzassero la storia, prima di dare fiducia – ciecamente – all’ultino “eroe” che promette il cambiamento definitivo, la “rivoluzione civile” addirittura!
    Purtroppo, la rivoluzione è una cosa seria e non la si fa con un paio di deputati al Parlamento. Quelli della mia generazione ci hanno provato sul serio a farla, nel ’68 e ci abbiamo lasciato le penne. Quelli più giovani hanno ritentato nel ’92 con Mani pulite e anche qui sappiamo come è andata a finire.
    Forse i veri rivoluzionawri sono i coraggiosicome te, Laura, gli incoscienti che vogliono cambiare le cose dal di dentro. Hai una responsabilità enorme, dichiarando che la “rivoluzione” la farai dall’interno. Io ci credo e ho fiducia in te. Questa volta, però, non puoi deluderci! La vorrei vedere, la rivoluzione, prima di rimbambirmi del tutto.
    In bocca al lupo, Vittorio

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