Il Blog di Laura Puppato

Il ritorno del “bunga bunga”

In una campagna elettorale in cui i temi femminili sono finiti nel dimenticatoio dispiace costatare che si parla di donne solo per le gag di Berlusconi

Il “Bunga bunga”, le migliaia di donne in piazza a dire “basta”, la condanna nazionale e internazionale per il comportamento di Berlusconi che avevano tanto indignato l’Italia sembrano essere dimenticati. Il Cavaliere è tornato in televisione, ha raccontato quattro storielle e fatto quattro promesse irrealizzabili ed è risalito nei consensi popolari. E subito ringaluzzito è tornato a fare battute da caserma, a trattare le donne come oggetti di divertimento, a usare un linguaggio indecente e quindi inaccettabile per un paese civile. Tutto questo disgusta.
In una campagna elettorale in cui i temi femminili sono finiti nel dimenticatoio dispiace costatare che si parla di donne solo per le gag di Berlusconi, e che a volte se ne parla con una sorta di benevolenza, come fanno gli uomini e purtroppo le donne del suo partito “è fatto così, gli piace scherzare, bisogna capirlo”. Così facendo si sottovaluta la potenza della parola e si dimentica che la prima forma di violenza è la mancanza di rispetto, è un linguaggio offensivo.
Sabato scorso ho partecipato in video-conferenza alla presentazione della mobilitazione internazionale contro il femminicidio che si terrà il 14 febbraio organizzato dalla convenzione No More in contemporanea con il movimento mondiale One billion rising (Un miliardo insorge), un grande ballo per risvegliare le coscienze. Una priorità del prossimo parlamento, nel quale per la prima volta ci sarà un numero consistente di donne, deve essere proprio questa, con investimenti nella formazione e stanziamenti a favore dei centri antiviolenza.

Ma fino a quando si continuerà a ridere dei siparietti di Berlusconi, ad applaudire le sue uscite da osteria e a citare con una certa ammirazione i suoi doppi sensi a sfondo sessuale, che fanno passare il messaggio che con le donne tutto è lecito e tutto è permesso, temo proprio che non si andrà molto lontano.

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