Legge di stabilità o di IN-stabilità?

Legge di stabilità o IN-stabilità?” Laura Puppato, candidata alle primarie del Centrosinistra, commenta con questa battuta le disposizioni votate ieri […]

Legge di stabilità o IN-stabilità?” Laura Puppato, candidata alle primarie del Centrosinistra, commenta con questa battuta le disposizioni votate ieri in Consiglio dei Ministri. Perplessità in particolare sulla diminuzione di un punto percentuale dell’imposizione IRPEF. L’aliquota infatti viene ridotta  sul primo e sul secondo scaglione: dal 23 scende al 22% per i redditi fino a 15mila euro, e dal 27 al 26% per lo scaglione dei 28mila euro. Per contro il Governo aumenta l’IVA passando dal 10 all’11% e dal 20 al 21%, dal prossimo luglio.

 “L’1%  in meno di Irpef  porta, a conti fatti, a 13 euro in più al mese, circa 180 euro in più all’anno – afferma Laura Puppato – mentre un punto percentuale in più sull’Iva, spalmato su tutti i prodotti, soprattutto nel settore alimentare,  è un aggravio che sarà subito da tutta la popolazione. Senza dimenticare che l’imposizione Irpef è sui redditi del 2013, quindi pagata nel 2014, l’aumento IVA invece scatta subito.”

“Da considerare – continua Puppato – che l’aumento dei costi detta sempre un aumento dell’inflazione, e come conseguenze avrà una contrazione dei consumi, una flessione nelle produzioni e la relativa perdita di posti di lavoro”.

“Se la somma ha valore zero, avrei lasciate inalterate le cose. Altrimenti anche questo governo dimostra di essere prigioniero della comunicazione ad ogni costo – rilancia ancora Laura Puppato – Per la parte propositiva nel mio programma il rilancio di consumi e’ previsto applicando una richiesta del “forum delle famiglie” che individua nel valore economico di sopravvivenza individuale il reddito non tassabile. Tale per cui se in una famiglia vivono 4 persone fino a circa 2000euro al mese il reddito/stipendio viene applicato esentasse. Le imposte si applicano solo sulla parte residua. Questo aumenterebbe la capacità di spesa dai 200ai 700€ mese a famiglia a basso reddito e terrebbe in considerazione il quoziente familiare.”

Nella legge stabilità si registra anche una stretta sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P.A o per l’assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.

“Un Paese che continua a tagliare su chi è’ più indietro o sta peggio non è un Paese dei giusti. – sottolinea Laura Puppato -  Comprendo le ragioni d’urgenza e la speculazione che può essere stata portata avanti da parte di taluni, ma continuiamo ad applicare norme vessatorie generalizzate invece che individuare eccessi e colpevoli”.

10 ottobre 2012

Lascia un commento