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Lavoratori del gruppo MPS, no all’esternalizzazione dei servizi

“Seguo con preoccupazione l’evolversi della situazione dei lavoratori del gruppo Monte dei Paschi di Siena. È inaccettabile che le responsabilità […]

“Seguo con preoccupazione l’evolversi della situazione dei lavoratori del gruppo Monte dei Paschi di Siena. È inaccettabile che le responsabilità di una scellerata e cattiva gestione sia ora dalla nuova dirigenza aziendale scaricata sui lavoratori”. Così Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra, in merito alla vertenza che da settimane impegna la Banca MPS e suoi dipendenti. “Il piano industriale 2012-2015 prevede cessioni d’asset, esternalizzazioni e significative ristrutturazioni delle aree territoriali, quali soluzioni al contenimento dei costi. L’Azienda ha inoltre disdettato il Contratto Integrativo Aziendale andando ad intaccare le condizioni contrattuali collettive dei lavoratori. L’esternalizzazione dei servizi è in controtendenza con l’accordo siglato da ABI e OO.SS., e introdurrebbe la progressiva precarietà del rapporto di lavoro per migliaia di lavoratori sparsi su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle province di Siena, Mantova, Firenze, Lecce, Padova, Milano e Roma.

L’obiettivo di riduzione dei costi strutturali - continua Laura Puppato - può avvenire in altro modo, secondo le proposte avanzate dai sindacati. Perché la cessione ad altre società delle attività e del personale, non garantisce assolutamente il posto di lavoro ed il contratto dei bancari agli oltre 2.300 dipendenti interessati, se non per un breve periodo di tempo. Non vorrei che si aprisse uno scenario altamente negativo per il mantenimento di questi posti di lavoro. Non vorrei che il percorso che è iniziato fosse l’anticamera della mobilità e il preludio al licenziamento.

Chiedo che il Partito Democratico - conclude Puppato -, oltre all’interpellanza urgente che sarà presentata alla Camera la prossima settimana, si faccia carico in tutte le sedi istituzionali e locali per far ripartire la trattativa tra le parti. Infatti il governo non può rimanere insensibile rispetto a uno dei maggiori operatori nel settore del credito in Italia e nei confronti del quale sarà esposto per un importo complessivo di 3,4 miliardi di euro”.

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