Laura Puppato risponde a domande di approfondimento sul suo programma

Dalla pagina di Facebook sono state rivolte a Laura Puppato domande molto specifiche sui primi 100 giorni in caso di Governo. Poiché i temi richiesti sono sicuramente di interesse più che mai comune, Laura risponde sotto forma di “intervista” che qui riportiamo.

Karen Boscolo ha raccolto per noi alcune domande di approfondimento.

Quali sono le sue idee e nuove soluzioni per:

1) La più importante, in soldoni, considerando il denaro di cui ha bisogno l’Italia….quali sono le sue soluzioni per recuperarlo? Dove andrebbe a tagliare. E cosa pensa della PATRIMONIALE?

Tagliando le spese militari e puntando sulla parola chiave “efficienza”. Efficienza energetica, efficienza della Pubblica Amministrazione, efficienza dei controlli contro l’evasione fiscale, efficienza del sistema giudiziario, efficienza dei trasporti pubblici, efficienza in ogni meccanismo pubblico. Le poche risorse disponibili utilizzarle non “a pioggia” o per sostenere o rattoppare situazioni problematiche, ma per investire in progetti virtuosi che producono lavoro e ricchezza (es. le Aziende che puntano sulla Green Economy o progetti di riqualificazione e miglioramento dei trasporti). Insomma, usare il poco che si ha a disposizione per produrre ricchezza nei campi innovativi e “sani”.Per quanto riguarda la Patrimoniale, penso che sia giusto che chi possiede di più debba contribuire di più, anche perché negli ultimi anni il processo di redistribuzione della ricchezza è avvenuto al contrario, cioè dai poveri ai ricchi.

2) considerando i livelli di disoccupazione attuale cosa propone in concreto per creare nuovi posti di lavoro? Sarebbe importante per gli elettori leggere una lista concreta, precisa….oserei dire quasi geniale vista la gravità della situazione.

Una politica matura ha il dovere di mettere in atto tutte le azioni legislative, una specifica fiscalità e forme di finanziamento indirizzate a promuovere l’impresa di qualità. Negli ultimi dieci anni in Italia e’ avvenuto esattamente il contrario.
La politica industriale deve essere coniugata con un progetto complessivo di tutela dell’ambiente. Si deve ripensare il piano industriale per l’Italia inserendo al primo punto la rivoluzione della Green Economy e delle moderne forme di riutilizzo intelligente in alternativa all’usa e getta (Blue economy).
I processi produttivi “puliti” (vedi il disastro dell’ILVA), l’impiego di energia prodotta da fonti rinnovabili, il risparmio energetico, la gestione attiva del ciclo dei rifiuti, ogni forma di turismo e l’agricoltura di qualità sono i pilastri di un sistema integrato che ha come obiettivo la riduzione dell’inquinamento, la tutela della salute e la salvaguardia delle risorse naturali. La creazione di nuovi posti di lavoro ne è la diretta conseguenza, perché “le pratiche virtuose creano più lavoro”.
Occorre quindi incentivare gli investimenti nelle tecnologie ambientali, nella ricerca e nell’innovazione con interventi di defiscalizzazione e incentivazione mirata a modulare diversamente la tassazione, al fine di riequilibrare il bilancio fiscale con indirizzi precisi e avendo a cuore l’equità.La creazione di nuovi posti di lavoro deve essere sostenuta da misure di sviluppo e dalla facilitazione dell’assunzione dei giovani attraverso contratti regolari a tempo indeterminato incentivati da un taglio del costo del lavoro di tali contratti del 30%.
Contemporaneamente va riformata la normativa sui contratti a termine, abolendo tutti quelli vigenti, creandone solo un nuovo tipo, ben regolato, con sanzioni forti per i datori di lavoro che ne dovessero approfittare, limitato, con precisione, esclusivamente a lavori effettivamente di durata limitata (perché stagionali o particolari,o per attività realmente brevi e a termine).

3) considerando le nostre meravigliose coste ( soprattutto al sud) cosa propone per valorizzare il nostro territorio con il fine di aumentare l’offerta turistica estera e nello stesso tempo dare l’opportunità di avviare nuove attività filoambientali?

Al paesaggio va riconosciuta la rilevanza di bene insostituibile e non riproducibile, e di conseguenza ogni intervento di trasformazione deve essere finalizzato a mantenere oppure innalzare le qualità esistenti. Non può essere consentita la realizzazione di interventi che, privilegiando fattori di ordine funzionale e\o vantaggi meramente economici, possano determinare una qualsiasi riduzione dei valori paesaggistici dei luoghi.Le nuove infrastrutture dovranno essere programmate e progettate con adeguato inserimento paesaggistico e la loro finalità dovrà essere sempre il minor impatto e la migliore delle riqualificazioni.Nel contempo si dovrà fermare il consumo indiscriminato del territorio per interventi di edilizia abitativa e puntare sul recupero del patrimonio edilizio esistente, adottando una politica urbanistica che punti ad una crescita di ”zero metriquadri”.
Qualsiasi abuso alle norme edilizie ed ambientali deve essere punito con severità, senza concedere deroghe o condoni.Per quanto riguarda il turismo, presentarsi sul mercato globale solo con le piccole e singole regioni Italiane è un fattore di debolezza. Occorre una presenza più forte dell’Italia, anche con una modifica dell’articolo 117 della Costituzione, per consentire lo sviluppo di politiche di sistema, con un ruolo rafforzato del competente ministero. Oggi il contributo del turismo è pari a circa il 10% del PIL, ma può crescere significativamente con politiche più incisive di tutela, recupero e conservazione della bellezza e qualità del paesaggio, territorio e delle città italiane: non si scordi mai che questa è la base del turismo italiano e del suo futuro.
Inoltre, servono iniziative di promozione e di destagionalizzazione del turismo: l’Enit dovrebbe svolgere attività promozionale anche sul mercato domestico, definire la mission del portale italia.it, creare con la Rai un canale satellitare tematico in chiaro che promuova il nostro patrimonio turistico-culturale, rilanciare il sistema dei buoni vacanza, promuovere l’organizzazione di grandi eventi e incentivare il prolungamento delle fasi stagionali di attività.
Infine, occorre contrastare gli abusi di posizione dominante da parte delle grandi on line travel agency, collegare i principali hub con la rete ferroviaria ad alta velocità, potenziare e capillarizzare il trasporto ferroviario e assicurare la disponibilità della banda larga.

4) riportare in vita l’ARTIGIANATO e limitare la concorrenza dei prodotti asiatici;

Io credo che la concorrenza si vinca con buoni prodotti ben esportati. E le nostre imprese lo sanno fare. E’ vero. Molte in questi anni hanno chiuso ma molte altre hanno aperto. Sembra un paradosso ma i dati ci dicono che è così.Nel nostro Paese c’è una diffusa eccellenza produttiva che si accompagna ad una sana capacità concorrenziale. Una recente ricerca pubblicata dalla Fondazione Edison, che ha esaminato ben 5.517 prodotti oggetto del commercio internazionale, ha evidenziato per il nostro Paese risultati clamorosi: l’Italia nel 2009 ha, infatti, conquistato ben 239 primi posti, 334 secondi posti e 350 terzi posti, per un totale di 923 piazzamenti da “podio” per un valore complessivo di export pari a 173 miliardi di dollari. Ed anche le quarte e quinte posizioni, più che significative in una classifica mondiale, vedono piazzati altri 610 prodotti italiani.In totale si tratta di 1593 prodotti italiani piazzati a livello mondiale tra i primi 5 nella rispettiva categoria,per un valore complessivo di 253 miliardi di dollari di esportazioni! Secondo l’ultimo rapporto Istat, “L’Italia nell’economia Internazionale, Rapporto 2011-212”, durante la vera e propria rivoluzione qualitativa e quantitativa che si è prodotta nel commercio mondiale dal 2001 al 2011, l’Italia ha mantenuto nella graduatoria dei paesi esportatori la stessa posizione che occupava nel 2001, l’ottava, per l’esattezza, mentre Francia, Germania, Stati Uniti e Giappone hanno visto peggiorare la loro.

Oggi la crisi spezza le ali a tante imprese perciò si deve agire sulla leva del fisco. E l’incremento dell’Iva non aiuta certo i nostri prodotti. La pressione fiscale va ridotta, e le risorse che disponibili vanno utilizzate per incentivare il lavoro e la produzione e non per ridurre semplicisticamente le tasse ai ricchi.Nonostante la poca disponibilità dell’Italia non si deve continuare con politiche depressive che aggravano le conseguenze negative della crisi, bisogna trovare il giusto equilibrio tra politiche di austerity e spesa pubblica senza controllo.

 5) qual’è secondo lei la chiave di volta per risanare il problema del mezzogiorno ( poiché l’Italia è ancora divisa in due);

L’Italia è e rimarrà divisa in due fintantoché nel Meridione non verrà ripristinata la legalità. Occorre quindi dare il massimo sostegno alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine nel loro coraggioso impegno quotidiano contro la criminalità organizzata. Sostegno di ordine organizzativo (risorse e mezzi) e legislativo. Ma non basta, perché è nello stesso tempo necessario spezzare il legame vergognoso tra politica e mafia (intesa in tutte le sue forme). Spetta ai partiti selezionare candidati di provata onestà, impedendo l’accesso alle cariche pubbliche a chiunque abbia precedenti penali. Infine occorre ripristinare a tutti i livelli i valori della convivenza e per far questo bisogna puntare sulle giovani generazioni. La scuola è lo strumento fondamentale per la diffusione dei concetti su cui si regge la società civile

 6) nello specifico cosa ideerebbe per dare un futuro agli operai e al territorio dove è presente l’ILVA?

Questo aspetto è direttamente collegato con tutto il sistema di efficienza aziendale sopra descritto.  Si guardi alla Green Economy e al concetto di Smart City, quindi al risanamento di un’economia che inquina e che uccide il territorio. Gli operai dell’ILVA potrebbero trovare una nuova collocazione nelle aziende premiate e sostenute per riparare ai danni creati finora. Creare ricchezza e lavoro nel “recupero”. Occorre tuttavia che chi ha inquinato paghi e contribuisca al risanamento. Non è più ammissibile che la comunità debba farsi carico delle gravi inadempienze degli imprenditori, che da queste hanno tratto lauti profitti.

7) potrebbe fare una lista di validi nomi a cui si affiderebbe per portare avanti il suo programma, una volta al governo?

Non credo agli elenchi. Credo nelle persone e nella condivisione. E credo che un governo si faccia insieme a chi è stato eletto e, perché no, agli elettori. Io non sarei un padre padrone, quindi non ho nomi in testa a priori.

8) quali sono le sue idee per tagliare i vergognosi tempi della burocrazia italiana?

 Ecco che ritorna la “parola chiave”: efficienza. Occorre stabilire dei criteri di efficienza e qualità nella Pubblica Amministrazione. Ringiovanire e riqualificare gli apparati, introdurre sistemi efficaci di valutazione delle prestazioni, assegnare obiettivi misurabili sui quali commisurare compensi e carriere, separando la politica dalla amministrazione.Per agevolare i Cittadini e le Imprese nel rapporto con la burocrazia si deve puntare al libero accesso a tutti i procedimenti amministrativi che li riguardano tramite sportelli telematici, immediato avvio in tutto il territorio nazionale delle mail certificate, aventi valore legale. Si evitano così milioni di spostamenti i conseguenti disagi, oneri economici e di tempo. Infine, la Pubblica Amministrazione dovrà fornire risposte entro tempi certi, mai superiori ai 30 giorni prevedendo sanzioni e indennizzi in caso di mancata applicazione di questa regola.

 

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