Italia e lavoro: “non è un Paese per donne”

“Il precariato, soprattutto giovanile e delle donne, è una piaga per la nostra società, e per il futuro del nostro […]

“Il precariato, soprattutto giovanile e delle donne, è una piaga per la nostra società, e per il futuro del nostro Paese, che se non rilancia a breve termine le politiche sul lavoro, è destinato al default.”

Così Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra, sui dati pubblicati oggi da Repubblica che evidenziano come n giovane su due con meno di 24 anni sia precario, circa il 23% tra i 25 e i 34 anni.

Un fenomeno più evidente tra le donne, dove l’aumento del precariato, negli ultimi otto anni, è quasi doppia rispetto agli uomini.

“Il precariato è passando dal 20% del 2004 al 39% del 2011 e nel primo trimestre 2012 si sarebbe già sfondato il muro del 40%. Già questi sono dati che fanno capire come sia urgente una politica di rilancio del lavoro, di sostegno alle imprese perché investano su innovazione, internazionalizzazione e produzione interna.”

Se si considera che nelle donne le percentuali di precariato quasi raddoppiano, Laura Puppato continua la sua riflessione sostenendo che “i dati sull’occupazione rosa sono un richiamo forte al fatto che sempre di più e in ogni settore questo non è un Paese per donne, dimenticando che senza le donne non cresce il PIL, non aumenta il lavoro, non avremo servizi considerati da Paese occidentale ne rispetto e civismo nella società. “L’altra metà del cielo” vive una condizione di subalternità e sofferenza che fa tornare indietro le lancette dell’orologio e ripiomba il Paese negli anni 50/60.”

17 ottobre 2012

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