Cantieri veloci in zone vincolate: una semplificazione “azzardata”

Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra,  interviene sul nuovo disegno di legge sulle Semplificazioni, varato dal Governo. Il provvedimento  […]

Laura Puppato, candidata alle primarie del centrosinistra,  interviene sul nuovo disegno di legge sulle Semplificazioni, varato dal Governo. Il provvedimento  prevede la cancellazione della regola del silenzio-rifiuto, se l’amministrazione non risponde la risposta è quindi «sì», per le autorizzazioni a costruire in caso di vincoli ambientali o paesaggistici.  Nella norma viene allungato l’orario di apertura delle dogane, 300 uffici in maggior parte operativi dalle 6 alle 18, che almeno in teoria potranno lavorare 24 ore su 24. E poi l’alleggerimento di una serie di adempimenti formali che riguardano la sicurezza sul lavoro, le notifiche e le certificazioni.

“Cantieri veloci in zone vincolate. Della semplificazione e della velocizzazione della pubblica amministrazione ne ho fatto da sempre ragione di lavoro nella amministrazione pubblica e motivo di primario obiettivo politico nel programma per l’Italia. Ma temo, temo moltissimo queste forme di “semplificazione” che vanno ad incidere proprio sul tema più sensibile dal punto di vista ambientale,  e questo in se è per se non sarebbe male, se è solo se abbiamo messo mano alla struttura delle soprintendenza ai beni ambientali e architettonici.”

“Parlo a ragion veduta – continua Laura Puppato – in Veneto dal 30 settembre registriamo una vacanza nella dirigenza della soprintendenza perché la responsabile  e’ andata in pensione. Da allora essuno ha pensato, sapendolo da un anno almeno, di fare un concorso per la sua sostituzione. Ma c’è dell’altro. Come sta l’informatica negli uffici della sovrintendenza? A me risulta stia molto, molto male e che i loro computer, qualora esistenti, non siano in grado di reggere e di ricevere e far leggere  i disegni in HTL.  Come si può quindi  mettere un limite temporale di questo genere su un settore in assoluto il più delicato per il rischio paesaggistico o archeologico o architettonico e non occuparsi di mettere a disposizione gli strumenti e le risorse umane necessarie per garantire la buona fine delle procedure?”

18 ottobre 2012

Lascia un commento