Zsumski sull’A27 ha la memoria corta

Venezia, 30 marzo 2011 Dal momento che siamo in campagna elettorale gli esponenti del centrodestra non perdono occasione di fare propaganda, […]

Venezia, 30 marzo 2011

Dal momento che siamo in campagna elettorale gli esponenti del centrodestra non perdono occasione di fare propaganda, come il vicesindaco di S. Lucia di Piave Riccardo Zsumski. A lui ricordo che fu con la caduta del governo Prodi nel 2008 che si arenò definitivamente la possibilità di trasformare l’A27 in autostrada aperta. Ora tutti parlano di più accessi, ma le uniche proposte in tal senso sono arrivate dal Partito Democratico. E a quanto sappiamo Autostrade è disponibile a discutere questa soluzione perché i pedaggi in un modo o nell’altro sarebbero comunque assicurati. Mi chiedo se alle dichiarazioni di Zaia e Muraro in occasione dei tanti tagli di nastro siano poi seguiti atti concreti. Non mi risulta. Le concessioni ad Autostrade fino al 2043? Se ci fossero stati i soldi per comprare l’autostrada l’avremmo fatto.

Un acceso senza pedaggio o con pedaggio ha comunque un impatto: spetta alla politica chiedere ai tecnici una soluzione che tuteli i paesaggio ed eviti il consumo di territorio. Non solo ma accessi multipli sul modello europei e in continuità con le arterie esistenti al posto di caselli rari e a pedaggio con forti impatti territoriali come quello progettato – e non a caso bocciato – sono 2 soluzioni completamente diverse, anzi opposte sia per costruzione sia per obiettivi di raccolta traffico locale. Qui mi pare invece che ci si voglia impiccare all’attuale progetto che rappresenta davvero la pietra tombale sulla possibilità che l’A27 diventi un giorno un’autostrada aperta.

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