Treni regionali: l’assessore Chisso non conosce la funzione di un sistema moderno di trasporto passeggeri

Venezia, 21 dicembre 2011 Di fronte alla nostra manifestazione del 13 dicembre per informare i pendolari degli ulteriori disagi che […]

Venezia, 21 dicembre 2011

Di fronte alla nostra manifestazione del 13 dicembre per informare i pendolari degli ulteriori disagi che interesseranno il trasporto ferroviario a partire da gennaio, l’assessore Chisso non ha trovato di meglio che girare dei video rassicuranti modello Minculpop davanti a tre stazioni (Cornuda, Calalzo e Noale) che vedranno soppresso il servizio di biglietteria. Il personale verrà sostituito con emettitrici elettroniche. Disagi per gli utenti? Nessuno, rassicura Chisso: le macchine  al posto del personale competente, ma basta abituarsi…!  I biglietti? Li potremo trovare anche nelle tabaccherie… naturalmente  quando non sono in ferie o in orario di chiusura, quando noi passeggeri sappiamo già quanti km prevede il nostro viaggio e quanto vale  il biglietto per un mezzo regionale o uno nazionale… sì, perché se vai a Bologna in regionale paghi 9 € se con l’Eurostar lo stesso tragitto costa 23 €… e dunque?

I locali verranno lasciati liberi e utilizzati in comodato gratuito dalle amministrazioni comunali in accordo con Trenitalia e messi poi a disposizione delle associazioni. Operazione anche questa tutta da verificare, mancano i fondi e dunque con quali soldi verranno resi agibili questi locali, normalmente vecchi ma utili al solo scopo di sosta temporanea e di transito?

Ma la questione è ben più seria. L’assessore Chisso temo non conosca come dovrebbe funzionare un sistema di trasporto passeggeri efficiente, dove la stazione ha una sua centralità, è presidio e tutela per i viaggiatori ed è pensata come un servizio pubblico ben preciso, non è indifferente chiuderle o darle in uso a qualche associazione per scopi propri. È come se uno andasse al ristorante e dopo essere entrato scoprisse che deve servirsi da solo recandosi a prendere,  in piedi, le pietanze presso un distributore automatico che le serve fredde e che parla una lingua per molti sconosciuta.  Pagando la stessa cifra. Nella visione di Chisso le stazioni possono diventare “altro”,  luoghi destinati ad altri usi che nulla hanno a che fare con il trasporto e i viaggiatori. Possiamo tentare di coprire con la pubblicità il disastro, negando un’evidenza, ma la vita dei temerari passeggeri del Veneto sarà sempre più difficile e costosa.

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