Sussurrato fuori dal Palazzo

Gli argomenti si accumulano, diventano sempre più pressanti per le necessità sociali, l’economia in paurosa difficoltà, le speranze deluse di […]

Gli argomenti si accumulano, diventano sempre più pressanti per le necessità sociali, l’economia in paurosa difficoltà, le speranze deluse di veneti e italiani… pure il mondo dove sto sembra non accorgersene. Sì certo, qualche fiamma di qui o di lì, qualche rigurgito di buon senso e di orgoglio politico c’è ma alla fine prevale il tran tran, quello che ci obbliga a rimanere in aula per giorni e giorni in discussioni infinite sul numero dei consiglieri 48, 49, 50, 51, 53, 60… o sull’ipotesi tutta ostruzionistica e immotivabile di una parte della minoranza: Udc, Fed. della sinistra, Pne e di un fiume carsico presente nella maggioranza e che vuol far saltare tutto, che discute di spostare a Padova o nei capoluoghi veneti la sede amministrativa della Regione e altre baggianate del genere. Noi, sia molto chiaro, non abbiamo dubbi sul fatto che serva una accelerata secondo una road map che possa portare, presto o tardi, a questi obiettivi: eliminazione del vitalizio, non oltre 50 consiglieri, limite dei 2 mandati, trasparenza per nomine e attività amministrativa regionale, legge elettorale con doppia preferenza di genere. Per assurdo i 1200 emendamenti depositati e questa assurda melina ci costringe a non poter dare rilievo ai temi forti, alle scelte veramente democratiche e di qualità che possono portare il Veneto in Europa piuttosto che nel profondo Sud, avanti e non indietro. Questo è il malessere che vivo e scusatemi se lo trasmetto…

Ma andiamo al positivo. Fortunatamente domenica scorsa l’assemblea delle donne PD che si è riunita per eleggere la rappresentanza in  conferenza nazionale ha dato di se un’immagine diversa rispetto alla palude politica ordinaria. Serenamente si sono rappresentate in una mattinata molto lunga e partecipata le tematiche che devono essere portate in sede nazionale. Ve le voglio raccontare per telegrammi di interventi, tanti oltre 20, che hanno individuato: nelle correnti, nella poca partecipazione e rappresentanza femminile e spesso conseguente discriminazione,  nell’omologazione al potere maschile, nella mancanza di trasparenza, nei passi indietro su diritti, lavoro e politiche famigliari i pesanti GAP su cui concentrare il lavoro di rinascita e ricostruzione del Paese, con la sensibilità e l’assunzione di responsabilità femminile.

È stata eletta Raffaella Salmaso di Rovigo nostra portavoce che sarà “la voce” di chi non c’è, che si farà carico di portare il Veneto a Roma con la sua necessità di chiarezza, onestà, eliminazione dei privilegi, necessità di investimento anche con sgravi fiscali a chi assume giovani e donne.

Chiudo ricordando una frase detta da una delle intervenute, Maria Grazia, che mi pare ben riassuma la situazione che viviamo e il nostro impegno: “la nostra non è una strada, asfaltata, pronta all’uso, il nostro è un sentiero da ricavare tra i rovi e l’erba alta, con fatica quotidiana”.

Ma ce la faremo.

Vi abbraccio tutte e tutti.

Laura

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