Referendum: una legge porcata da cancellare

È una corsa contro il tempo: servono almeno 500.000 firme per cestinare una delle leggi più vergognose approvate negli ultimi […]

È una corsa contro il tempo: servono almeno 500.000 firme per cestinare una delle leggi più vergognose approvate negli ultimi anni, il cosiddetto “porcellum”. Servono entro il 30 settembre per ridare agli italiani la possibilità di scegliere i propri rappresentanti e non solo una croce sul simbolo di un partito.

Non possiamo nasconderci che la via maestra è quella legislativa e dunque spetta di norma al Parlamento modificare un atto legislativo tanto contestato. Il Partito Democratico ha fatto la sua parte presentando la proposta di legge di modifica nel mese di Luglio  chiedendo anche sia calendarizzata entro Settembre, ma è lecito attendersi rinvii e probabili bocciature, nell’uno e nell’altro caso impedendo ai cittadini di tornare in possesso del loro legittimo diritto di scelta.

Nessun indice oggi ci garantisce:  la maggioranza è sorda, lontana,  incoerente e inadeguata ed è molto probabile il tentativo di far decorrere i termini al fine di mantenere il sistema attuale.

Non resta che  lo strumento referendario, straordinario uso di rendere efficace la volontà popolare. Si ripristinerà il Mattarellum che dal ’93 ha dettato le regole elettive e si costringerà il Parlamento ad assumere il ruolo che gli compete. Sottoscrivere  il referendum per l’abrogazione della legge Calderoli può significare compiere un atto complementare imponendo al Parlamento un’accelerazione a valutare nuove alternative tra cui il progetto di legge del PD e aprire un dibattito parlamentare, per una volta, nell’esclusivo interesse dei cittadini.

Il fatto che nei giorni scorsi tutti e 12 i consiglieri regionali del Partito Democratico abbiano firmato per abrogare il “porcellum” vuole essere un segnale per dimostrare che le forze politiche non sono tutte uguali e che all’interno della cosiddetta “casta” – visto che anche la Regione Veneto ne possiede una – c’è chi vuole conservare l’esistente e chi prova a cambiarlo. La mobilitazione dei circoli e di tutti i partiti del centrosinistra e non solo, significa che il tema è molto sentito anche dai volontari della politica che nei prossimi giorni devono fare uno sforzo ulteriore per questo primo passo costituito dalla raccolta di firme.

Dopo il referendum su acqua e nucleare, con una frequenza che segna il cambio dei tempi e la forte partecipazione popolare a cambiare “dal basso” le cose che non vanno, assomigliamo sempre più al sistema Svizzero che verifica con il voto puntuale sui temi la qualità delle scelte politiche e non delegare in bianco le scelte su democrazia e rappresentanza.

Sono certa che ci  sbarazzeremo di questa imbarazzante ingessatura parlamentare prodotta per  consentire ai  soli partiti di nominare figure senza relazioni col territorio e dipendenti come non mai solo da chi li ha nominati.

Bisogna tornare a fare in modo che i rappresentanti godano della fiducia e della stima della gente. Solo con questo meccanismo si può lentamente e progressivamente far rinascere l’amore per la politica che negli ultimi anni si è andata spegnendo, per rassegnazione mista a delusione.

Come si fa? Abolendo l’attuale legge elettorale, che ora non consente una scelta reale e che ha contribuito ad allontanare sempre più persone dalla politica attiva e soprattutto dalle urne. Una delle cause dell’antipolitica è data proprio dall’esistenza di questa legge.

Una firma contro la “porcata” di Calderoli è una firma per tornare a decidere e a contare davvero.

Laura Puppato (Capogruppo PD Regione Veneto)

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