Lista “Razza Piave” alle elezioni provinciali di Treviso: esposto alla Procura per propaganda fondata su odio razziale

Venezia, 7 aprile 2011 “Il fatto di formare e propagandare una lista intitolata ‘Razza Piave’ può essere considerato come propaganda […]

Venezia, 7 aprile 2011

“Il fatto di formare e propagandare una lista intitolata ‘Razza Piave’ può essere considerato come propaganda di idee fondate sulla superiorità se non sull’odio razziale o etnico”. Questo uno dei passaggi contenuti nell’esposto alla Procura della Repubblica di Treviso depositato oggi dalla consigliera regionale del PD, Laura Puppato. Oggetto della denuncia, la lista civica che correrà alle prossime elezioni provinciali nella Marca.

In particolare l’esponente democratica, che sulla vicenda ha intenzione di chiedere anche un parere al Ministero per le Pari Opportunità, fa appello all’articolo 1 della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, (‘discriminare significa porre in essere un comportamento che direttamente o indirettamente comporti una distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza, ecc. allo scopo di distruggere o compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio in condizioni di parità, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale e culturale e in ogni altro settore della vita pubblica’) e all’articolo 3 della legge 654 del 13 ottobre 1975 con la quale l’Italia ha ratificato la Convenzione medesima che parla prevede provvedimenti sanzionatori nei confronti di chi ‘propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.’

Nel suo esposto nei confronti di ignoti Laura Puppato cita anche lo scrittore Mario Rigoni Stern “che in tempi non sospetti dichiarava come ‘La parola razza ha fatto già abbastanza danni. Hitler ha parlato di razza, Mussolini pure. Ora lo fanno i loro piccoli eredi…..’. Inoltre, facendo riferimento alla lista civica a sostegno del presidente uscente Leonardo Muraro, la consigliera democratica sottolinea come “si tratta di fatti potenzialmente idonei ad aggravare il clima di allarme sociale, in un territorio ed in una nazione già gravemente provati dalla crisi socio-economica in atto”.

“C’è in questa iniziativa elettorale una chiara volontà di dividere che, di questo passo, ci farà distinguere in base al colore della pelle o al censo. Tutto questo mentre abbiamo invece sempre più bisogno di creare comunità animate dalla consapevolezza che la provenienza o il luogo di nascita non sono delle etichette che certificano il valore delle persone. Il termine razza – commenta in conclusione Laura Puppato – ci riporta tragicamente indietro e ci espone agli stessi virus devastanti che generarono il più feroce degli olocausti. Cancellarlo almeno dai manifesti elettorali e’ un dovere: votare infatti significa scegliere quelle persone che si ritengono all’altezza di amministrare bene il proprio territorio. Non di certo perché appartengono ad una certa razza”.

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