Lettera di un cittadino italiano residente in Veneto

Gent.ssa Laura Puppato, mi chiamo […], sono ingegnere meccanico dipendente di un’azienda di installazioni termoidrauliche di Vazzola (TV) e sono […]

Gent.ssa Laura Puppato,

mi chiamo […], sono ingegnere meccanico dipendente di un’azienda di installazioni termoidrauliche di Vazzola (TV) e sono residente a San Vendemiano dal 2008. Sono nato a Catania, dove ho vissuto per venticinque anni, prima di trasferirmi a Pordenone dove ho lavorato in un’azienda metalmeccanica, mia precedente occupazione.

Le scrivo da marito e padre di un bimbo di appena due anni, nato in Veneto,  in relazione al voto espresso dal Consiglio Regionale della nostra Regione che prevederebbe un criterio di priorità a chi è residente da più di quindici anni per l’accesso a servizi che ritengo, ed in ciò sono confortato dalle leggi nazionali, indispensabili e primari; ovvero il diritto alla casa (la legge prevede a tal scopo la possibilità della creazione di cooperativa edili per il soddisfacimento di questo bisogno considerato primario) ed il diritto all’istruzione (qui faccio riferimento direttamente alla Carta Costituzionale).

Mi sento in dovere di premettere che sebbene abbia conseguito la laurea il mio livello economico deve essere sempre paragonato a quello di un dipendente, a maggior ragione del fatto che la nostra è una famiglia monoreddito e che essendo emigrati dal Sud non possiamo contare se non sulle nostre forze personali, soprattutto economiche (a titolo informativo rientriamo nella fascia di reddito per ricevere le agevolazione sul gas e l’energia elettrica). È verosimile che presto, seppur con alcune modifiche, mio figlio e la mia famiglia subiscano una subdola discriminazione sebbene io sia: Italiano, un lavoratore che ha sempre e solo pagato le proprie tasse al Nord (non ho mai lavorato in Sicilia), un professionista che con il mio personale contributo ha contribuito a far fare il tanto celebrato “salto di qualità” ad un’azienda artigiana.

Mi scuso se la mia premessa è stata lunga ed articolata ma ho creduto doveroso darLe un quadro completo relativo allo scrivente perché è mia intenzione difendere i diritti della mia famiglia e per far questo, lette le posizione da Lei prese pubblicamente in merito a quanto sopra e visto il suo profilo politico e la sua storia personale tramite la sua pagina web, ritengo La sua persona la più idonea non solo a farsi portavoce del diritto di tutti i bambini di avere pari trattamento nel soddisfacimento dei bisogni primari, ma anche a catalizzare quanti che come me, sebbene non sono politicamente impegnati, si stanno per necessità avvicinando alla vita pubblica perché il nostro Paese è gravato da oscure ombre che richiamano terribili fantasmi che credevamo cacciati per sempre.

Resto, per quanto in mio potere, a Sua disposizione per poterLa sostenere nel suo incessante lavoro politico in quanto la misura è davvero colma e noi cittadini, onesti ma silenziosi, stiamo davvero male. Ci sono tempi in cui ogni persona di buona volontà deve dare il proprio contributo, tempi che per essere affrontati però richiedono coordinazione e valori umani universali. Questi tempi forse sono giunti ma molti come me navigano solitari. Ci serve un faro. RingraziandoLa per l’attenzione che ha voluto dedicarmi nel leggere la presente, Le faccio i miei migliori auspici per il Suo lavoro per Noi tutti così importante.

17 settembre 2011

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