Aeroporto_di_Treviso_A_Canova

La telenovela dell’Aeroporto di Treviso

Già un anno fa ero intervenuta sulla vicenda dell’Aeroporto Canova di Treviso, in particolare dopo la sentenza del Tar del […]

Già un anno fa ero intervenuta sulla vicenda dell’Aeroporto Canova di Treviso, in particolare dopo la sentenza del Tar del Veneto che aveva temporaneamente bloccato i lavori di ampliamento. Allora avevo sottolineato la distanza tra le ragioni a volte spietate di una certa economia e quelle dell’ambiente e dunque della salute dei cittadini, invece povere di tutori. A distanza di molti mesi poco è cambiato. A Treviso come altrove, e sto pensando al caso emblematico dell’Ilva di Taranto, esempio macroscopico di cecità istituzionale rispetto ad un danno ambientale con gravi ripercussioni e a cui difficilmente si potrà rimediare nel breve e medio periodo.

Quello dell’Aeroporto Canova costituisce un caso più locale ma significativo di come siano le istituzioni pubbliche a non rispettare le leggi… e purtroppo in Veneto ciò accade sovente. Perché è bene avere coscienza che le norme come pure le conseguenti sentenze, si rispettano o altrimenti ci si pone fuori dallo Stato. Nel luglio scorso il Tar del Veneto, pur rigettando il ricorso del Comitato sorto contro l’ampliamento dell’aeroporto, ha ribadito il limite massimo di 16.300 voli annui. Limite imposto peraltro nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente che aveva posto alcuni interrogativi al piano di ampliamento ed espresso un parere provvisoriamente negativo, con alcune importanti prescrizioni da ottemperare soprattutto sul numero di voli. “Una soglia frutto di un pronunciamento interlocutorio”, ha risposto AerTre.

E come la mettiamo oggi con un progetto non ancora assoggetto alla V.I.A. ovvero alla valutazione d’impatto ambientale? E con la mancanza di un Piano di Rischio Aeroportuale? Non si comprende secondo quali interpretazioni normative il Comune di Treviso non lo abbia ancora approvato. A differenza di quello del comune limitrofo di Quinto, che pure presenta alcune carenze, prima fra tutte il fatto che non sia stato concertato con Treviso. Il comune colore politico non dovrebbe favorire, se non una corrispondenza d’amorosi sensi, almeno delle buone ed efficaci pratiche amministrative? Forza sindaco Gobbo, ce la può fare…

Sorge il legittimo dubbio che l’assenza di un Piano di Rischio possa favorire nuove lottizzazioni e le conseguenti edificazioni a poche centinaia di metri dal sedime aeroportuale. È davvero così? Se non lo è, allora non si comprendono questi ritardi e omissioni. Eppure l’art. 707 del Codice della Navigazione dispone che “nelle direzioni di atterraggio e decollo possono essere autorizzate opere o attività compatibili con gli appositi piani di rischio, che i comuni territorialmente competenti adottano, anche sulla base delle eventuali direttive regionali, nel rispetto del regolamento dell’ENAC sulla costruzione e gestione degli aeroporti”.

Il Canova risulta essere l’aeroporto più comodo per i viaggi di lavoro dei nostri imprenditori, la sicurezza e il rispetto delle leggi in materia può essere una buona ragione affinché spendano anche una loro autorevole parola in merito a questa controversia. Le istituzioni che rispettano le regole che un Paese si è dato, sappiano che si attirano maggiori investimenti anche stranieri proprio grazie alla certezza del diritto e, certo, anche alla sua celerità. Cominciando da Treviso.

2 commenti

  1. Vanni Zabeo scrive:

    Tutto vero però visto che ci stiamo avvicinando alla soglia fatidica dei 16.300 voli (primi di ottobre)il PD e Laura Puupato che iniziative intende prendere per costringere le autorità preposte a far rispettare la sentenza del TAR. Grazie della rispota e cordiali saluti.

  2. Antonella Maraga scrive:

    Sono una Sua sostenitrice e l’ho votata anche alle Regionali. Mi rincuora il fatto che Lei si prenda a cuore l’abuso del Canova che non rispetta, tramite SAVE – MARCHI, nè la sospensiva del T.A.R. nè tantomeno il limite dei voli a 16.300 annui. Mi sento limitata nella mia libertà e frustrata come cittadina in quanto vessata dalle Autorità che non fanno rispettare le Sentenze.La ringrazio per l’attenzione e grazie per la risposta che mi vorrà dare. Cordiali saluti

Lascia un commento