La lenta agonia del Gris di Mogliano

L’Istituto Gris di Mogliano sta morendo. Sta morendo con la complicità dolosa del governo regionale. Non passa giorno in cui […]

L’Istituto Gris di Mogliano sta morendo. Sta morendo con la complicità dolosa del governo regionale. Non passa giorno in cui da Mogliano non mi arrivino messaggi di sconcerto da parte di operatori, famigliari degli ospiti della struttura, semplici cittadini che denunciano lo stato di abbandono da parte della politica regionale che sta lasciando il Gris al suo destino. Ci sono anche piccoli segnali che testimoniano la gravità della situazione dell’Ipab moglianese. Oggi i politici locali, Zaia in testa, la disertano e non partecipano nemmeno ai momenti di intrattenimento, saltando a pie’ pari la festa storica che dopo decenni è stata cassata. Quest’anno infatti la tradizionale Sagra dei Torni non si è tenuta. I motivi sono ovvi: da un lato dopo lo smembramento l’Asl sembra poco attenta alla tradizione e all’importanza che ha per gli ospiti, dall’altro il Gris non ha le forze per organizzarla per tutti. Si trattava del momento più importante dell’anno, un’occasione d’incontro per le famiglie e un evento atteso da tutti gli ospiti. Quando la festa si teneva in settembre, i rappresentanti della Lega facevano vetrina per pochi minuti prima di correre di tutta fretta a Venezia: la Sagra era tradizionalmente fissata proprio il giorno in cui Bossi aiuta la gravità a portare un po’ di acqua dal Po a Venezia.

In questi anni la fase commissariale non ha prodotto alcun risultato. Non solo non è stato attuato il recupero delle rette pregresse e avviata una fase di rilancio dei servizi socio-assistenziali, ma i debiti sono aumentati. Nei giorni scorsi uno dei creditori (che deve essere onorato per oltre sette milioni di euro) ha bloccato i conti correnti dell’Istituto mettendo a repentaglio gli stipendi degli ottanta dipendenti del settore geriatrico. Oggi gli operatori del Gris sono molto scoraggiati e preoccupati. Non è la prima volta che c’è un ritardo negli stipendi, ma ora la storia sembra molto diversa.

Siamo vicini alla paralisi e la soluzione non può certo essere la messa all’asta della casa di riposo, un disegno perseguito da mesi dall’assessore regionale Remo Sernagiotto (che un anno fa diceva esattamente il contrario, rassicurando che nessuno si sarebbe comprato il Gris), dal commissario Annalisa Basso e dal sindaco moglianese Giovanni Azzolini: figure che hanno dimostrato di essere del tutto inadeguate alla gravità della situazione dell’Istituto e che stanno gestendo questa vicenda in maniera maldestra, peraltro senza interloquire né con i famigliari degli ospiti né con il Comitato sorto in difesa dell’Ipab. Anzi facendo finta che non esistano soluzioni alternative e negando ogni forma di confronto. Nelle occasioni in cui ho partecipato agli incontri pubblici organizzati a Mogliano ho potuto verificare la totale assenza della parte istituzionale, quella che dovrebbe farsi carico delle decisioni, ma previa una mediazione con tutte le parti in causa. La Regione non dialoga con le famiglie che sono state messe in disparte e non risponde alle loro legittime richieste.

Il Gris costituisce una risorsa da proteggere nella rete di servizi per la comunità, i suoi ospiti devono essere tutelati e che ogni processo di riorganizzazione non può prescindere dal diritto a un’assistenza appropriata e corrispondente ai bisogni delle persone. In questa fase ad esempio sta diventando sempre più evidente il tentativo di associare disabili psichici e anziani non autosufficienti, secondo modalità che non tengono in alcun conto le diverse tipologie e patologie. Non è vita quella a cui si sta costringendo queste persone.

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