I fondi del CIPE sono una sfida per il Veneto

L’alba di un nuovo giorno è quella in cui si risveglia il Veneto, oggi. Asfittico e bastonato per quasi 4 […]

L’alba di un nuovo giorno è quella in cui si risveglia il Veneto, oggi. Asfittico e bastonato per quasi 4 anni dal governo Lega/Pdl dove la mannaia calava puntualmente ad ogni manovra del governo Berlusconi/Bossi. Il patto di stabilità sempre più stringente  e tagli orizzontali per decine di miliardi di euro erano i risultati di ogni manovra a firma Tremonti, opere pubbliche ed interventi previsti dai tempi del governo Prodi del 2007 mai attivate lungo questo drammatico periodo dimostrano in quale tunnel politico era finito il Paese e quanto bastonata e asfittica  fosse la seconda regione d’Italia il Veneto.
Bentornato Zaia al suo ruolo dunque oggi, pronto com’è  a chiedere conto a questo Governo con urgenza atti, fatti e  finanziamenti ma e’ difficile per noi dimenticare che lui proprio lui come Ministro dell’agricoltura prima e come Presidente di Regione poi ha sempre dimenticato di pretendere in 4 anni ciò che era dovuto al Veneto in gravissima difficoltà e, ancor più grave ha accettato il “pensiero unico” e distruttivo, in nome di una appartenenza politica purtroppo totalizzante, alla quale tutto viene sacrificato senza se e senza ma.
Oggi non si deliberano 500 milioni l’anno per Roma Capitale come accaduto fino a ieri, oggi lo si fa per dare ossigeno al Veneto che attende ed arranca, innestando nuova spinta per infrastrutture, sistema delle reti in particolare treni, dissesto del territorio, edilizia abitativa, scolastica ed universitaria.
Bene, ora spetta a Zaia presidente di questa Regione spendere anzi investire bene quei denari, dando  la stura alla competizione vera; si facciano i bandi, si facciano scelte secondo priorità condivisa… non si proceda come troppo spesso accaduto fino ad oggi ad utilizzare i fondi in modo discutibile, con finanziamenti distribuiti nel modo più bieco, più strumentale alla politica di appartenenza, addirittura a tempo, ai soliti noti e ai più ricchi…
Varie forme di finanziamento che hanno portato in Veneto un paesino come San Martino di Lupari ad essere citato, sorridendo amaramente con i colleghi nelle varie commissioni, quale nuova  Capitale del Veneto per la quantità di  fondi resi disponibili per quella realtà che ha dato i natali a ben 2 assessori regionali, o ancora fondi che hanno reso disponibili ben 2.800.000 € per i buoni scuola alle famiglie con il più alto reddito e non, come sarebbe più logico, con le maggiori difficoltà. Se la politica nazionale sta cambiando pelle facciamo in modo che il Veneto attesti l’uscita dal Medioevo delle clientele politiche con nuova obiettività e trasparenza di procedure e di scelte.

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