Finanziaria e Bilancio 2012: due occasioni perdute per il Veneto

Il fallimento è totale perché non solo il Veneto è l’ultima Regione d’Italia  ad approvare la manovra finanziaria, ma in […]

Il fallimento è totale perché non solo il Veneto è l’ultima Regione d’Italia  ad approvare la manovra finanziaria, ma in più c’è la beffa di un bilancio che aggredisce i poveri e che è tendenzialmente disponibile con i forti. Di fatto non è arrivata alcuna risposta adeguata alle esigenze delle famiglie e delle imprese che in questa fase stanno soffrendo la crisi. Una finanziaria fondata su logiche vetuste, che si è attardata per giorni e giorni  a tentare di modificare leggi esistenti in modo improprio più che indicare nel bilancio le priorità di un Veneto in forte difficoltà.

Numerosi sono i settori penalizzati da tasse aggiunte, come il reintegro della tassa  sulla bonifica o che hanno visto pesanti tagli, quali i Comuni  che si sono visti tagliare i contributi alle locazioni onerose per famiglie a medio e basso reddito, al trasporto locale e al sociale, mentre  gli “intoccabili”  sono state quelle Società partecipate dalla Regione da sempre dichiarate come eccessivamente onerose quali Avepa che non si sono viste applicare alcun taglio anzi un incremento di spesa, da 7 milioni per le spese di gestione nel 2010 a 29.2 milioni nel 2012.

Gravi sono soprattutto i tagli ai servizi sociali, con la promessa non mantenuta dell’assessore Sernagiotto che aveva garantito per il fondo per la non autosufficienza 750 milioni: ne mancano invece all’appello ben 29, oltre ai 5 milioni per l’inserimento dei disabili nei centri diurni. Un vero accanimento nei confronti di cittadini che hanno problemi dal punto di vista economico e di salute: persone che quindi, andrebbero più  tutelate non tartassate… Più equa era semmai la reintroduzione di una quota di addizionale Irpef per i redditi superiori ai 75 mila euro annui.

Ci troveremo invece di nuovo le bollette per i tributi ai consorzi tolti in fase pre elettorale, causa un emendamento dell’assessore all’ambiente, Maurizio Conte (Lega) approvato con 26 voti favorevoli e 20 contrari. Il centrodestra in questo modo toglie alle famiglie venete  16 milioni di euro.

Altri 10 milioni verranno poi prelevati con una pesante tassa indiretta decisa sempre tra le pieghe del bilancio 2012, causa applicazione dell’Irpef ai ticket sanitari, mentre prima con il sistema  Isee molte famiglie ne venivano risparmiate. Laddove infatti più persone vivono di quello stesso reddito questo si intendeva con l’Isee ridotto e quindi suddiviso, di qui la non applicazione dei ticket che oggi invece dovranno pagare. Identico taglio con azzeramento  per il fondo di sostegno agli affitti onerosi.

Mentre,  in tempi di vacche magre, la maggioranza che governa il Veneto  ha approvato con un emendamento che proroga al triennio 2013-2015 le riduzioni del pagamento dei diritti di prelievo di acque minerali. Un vero regalo fatto ad imprese che vantano fatturati più che miliardari. Un ulteriore sconto alle imprese estrattrici di risorse idriche che contribuisce a sottrarre immotivatamente soldi della Regione circa 10 milioni di euro.  E’ stato infatti dimostrato come questo importo per l’estrazione della materia prima ovvero, l’acqua minerale estratta e venduta sui mercati internazionali,  gravi sui bilanci aziendali delle aziende produttrici solo per lo 0,7%!

Alcune correzioni sono state apportate  grazie agli emendamenti del Partito Democratico, come il ripristino dei 4 milioni di euro per gli sportelli turistici che altrimenti avrebbero chiuso lasciando a casa 400 giovani, i 15 milioni per l’Arpav e i 23 milioni per pagare le opere già in corso di Veneto Strade, i 400 mila euro per la pesca, i 2 milioni per il ripascimento degli arenili e gli altri 2 per gli interventi di sollevamento delle acque. Nessun euro invece nonostante una nostra battaglia sul tema, e’ stato dedicato alla Confidi per il aiuto al creduto delle piccole medie aziende venete in grave difficoltà.  Infine due ordini del giorno, che vedono come primo firmatario il vice presidente della commissione trasporti, Bruno Pigozzo, sono stati approvati all’unanimità. Con il primo si stabilisce l’impegno della Giunta e della Commissione a formulare entro 120 giorni una riforma nell’erogazione delle risorse di settore che superi l’attuale criterio legato alla spesa storica e restituisca equità al sistema del TPL. Il secondo ordine del giorno impegna invece la Giunta a procedere entro 90 giorni alla definizione delle procedure per realizzare entro il 2012 il nuovo assetto di società miste di gestione del trasporto ferroviario regionale.

In conclusione il giudizio del gruppo del Pd sulla Finanziaria e sul Bilancio 2012 è estremamente negativo perché segna la distanza profonda esistente tra Lega e il Pdl. La cosa grave è che questa divisione ha prodotto non solo un ritardo spaventoso nell’approvazione, ma soprattutto una manovra piena di decisioni frutto di reciproche vendette. Lo stillicidio delle ritorsioni dentro la maggioranza ha prodotto una montagna di emendamenti illegittimi e impropri, il cui significato è stato solo quello di voler pestare i piedi al reciproco alleato di governo, ormai sempre più avversario. Su Palazzo Ferro-Fini sventola dunque bandiera bianca, perché a pagare dazio sono i veneti, tra reinserimenti di tassazioni per i cittadini, regali agli amici potenti ed una sostanziale incapacità di rispondere ai bisogni cruciali, in primo luogo per quanto riguarda il sociale. Se ci sono state delle correzioni in corsa lo si deve al lavoro di supplenza a questa maggioranza e a questa Giunta litigiosa che, come opposizione, abbiamo inteso responsabilmente svolgere. Un ingiusto e ritardato bilancio, per un periodo greve di incognite quello emanato dalla Regione Veneto per il 2012.

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