Caro Zaia, ora basta con i populismi gratuiti

C’erano una volta Peppone e Don Camillo… divisi su tutto ma uniti sulla sensibilità sociale. Il tempo non è trascorso […]

C’erano una volta Peppone e Don Camillo… divisi su tutto ma uniti sulla sensibilità sociale. Il tempo non è trascorso invano, purtroppo, nel senso che ha di molto peggiorato le cose. Oggi infatti con i problemi sulla sicurezza irrisolti e aggravati in Veneto da una politica parolaia che nel 2012 non ha trovato i fondi per questa necessità, vede il suo massimo rappresentante Luca Zaia, inforcare volentieri la mannaia contro uno dei tanti giovani sbandati ed assassini che in giro per il mondo uccidono in modo ignobile una giovane e innocente donna. Troppo facile, troppo comodo e soprattutto gratuito ergersi a difensore della ragazza veneta e spingersi ad offendere chi giornalmente, non difende Caino – caro Presidente – ma tenta invece di redimerlo. Come lo Stato e la sua Regione non fa, se non forzatamente e per merito di una opposizione che, in una discussione tardiva e stanca di bilancio di previsione, riesce a strappare almeno le briciole che cadono dalla tavola del ricco Epulone per destinarle a qualche associazione di volontari che cristianamente se ne occupa. Molto opportunistico girare il viso dall’altra parte autoescludendosi dalle responsabilità che competono e inveendo contro i delinquenti che vivono in giro per il mondo. Non costa nulla e nulla implica, se non un ovvia banalizzazione con risvolti violenti – sul modello occhio per occhio, dente per dente – di lontana memoria. Ma di serio, capiamoci Presidente non c’è nulla! E a questa serietà e coerenza la richiama don Marco che si occupa di recuperare le vite dei delinquenti, dei dissoluti, degli ultimi che si chiamano ancora “uomini” e che a noi – istituzioni – toccherebbe recuperare ad una vita, se possibile dignitosa e rispettosa. Non è che la vita che ci interessa sia solo quella di coloro che devono nascere e vengono respinti da madri in difficoltà, no!, a noi interessa la vita sempre, anche quella che è stata vissuta male e sceglie il male, perché fino all’ultimo dobbiamo pensare di reinserirla e renderla degna d’essere vissuta. Scegliere mannaia, populismi gratuiti e rinunciare ad un principio costituzionale mi pare la sconfitta della politica. Bene il richiamo di chi, ora, chiede almeno il pudore del silenzio alle assenze colpevoli dei responsabili politici del Veneto, lasciando alla famiglia della giovane Federica il pieno diritto di lamentare una sentenza ingiusta rispetto ad un delitto così efferato e atroce.

Laura Puppato (Capogruppo Pd Consiglio regionale del Veneto)

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