Ballata per l’Unità d’Italia

Per me l’Italia è il mio Paese, nato dalle speranze del Risorgimento, sostenuto dal sacrificio dei tanti, troppi morti nelle due […]

Per me l’Italia è il mio Paese, nato dalle speranze del Risorgimento, sostenuto dal sacrificio dei tanti, troppi morti nelle due grandi guerre del 900, dalla luce della Resistenza.

Per me l’Italia è il Paese di una giovane Repubblica alimentata dalla sua Costituzione.

Per me l’Italia è il Paese dei De Gasperi, dei Pertini e di  Paolo Borsellino.

Per me il Veneto è la terra che per 700 anni ha accolto e conosciuto il mondo, diventandone cuore pulsante e convinto punto di riferimento.

Il Veneto, per me è quella terra accogliente che non rinnega la sua vera storia, e oggi guarda all’Europa non al giardino di casa.

Per me il Veneto è una terra dove chi nasce è un cittadino italiano che aspira a divenire interlocutore e Cittadino d’Europa e  del mondo.

Per me l’Italia oggi è un Paese che deve ripartire dal più importante  articolo della Costituzione: il lavoro come dignità della persona,

Per me l’Italia oggi è un Paese che deve tornare a credere nella scuola, nell’importanza dei saperi, nella cultura e nel merito.

Per me l’Italia oggi è un Paese che deve rispettare l’ambiente perché il mondo lo abbiamo  solo preso in prestito dai nostri figli.
Oggi il Veneto è una terra che rischia perché sta tornando a conoscere l’emigrazione dei giovani talenti.

Oggi, per me, il Veneto deve imparare ad apprezzarli, a garantirli e a rispettarli in modo  da trattenerne i saperi per guardare al futuro e quindi a una regione migliore.

Per me oggi il Veneto deve  ritrovare quei valori chiamati fatica, impegno e onestà che sono la vera eredità dei nostri padri.

Per me essere italiano oggi vuol dire rispettare le istituzioni della Repubblica a cominciare dal Parlamento, dal Capo dello Stato e dalla Magistratura.

Per me essere italiano oggi vuol dire rispettare le leggi e chi ha idee diverse dalle mie, chi ha un colore della pelle diverso dal mio, chi ha una religione diversa dalla mia.

Per me essere italiano vuol dire testimoniare i valori civili e culturali di un Paese che ha dato al mondo donne e uomini straordinari,che tutto il mondo ci invidia.

Per me essere veneto oggi vuol dire battersi perché chi vive il dramma della disoccupazione e della cassa integrazione possa essere sostenuto dalle istituzioni.

Per me essere veneto oggi vuol dire ritrovare una politica capace di porsi all’ ascolto dei cittadini con umiltà e saggezza.

Per me essere veneto oggi vuol dire distribuire libertà e rispetto, sapendo che in ogni biblioteca ci sono tutti i libri di tutti gli autori.

Per me l’Italia che sogno è un’Italia dove non esiste la cultura del nemico politico ma soltanto quella dell’avversario che si contrasta sulla base delle sole idee.

Per me l’Italia che sogno è un’Italia in cui chi amministra la cosa pubblica deve essere esempio e avere comportamenti irreprensibili dal punto di vista morale.

Per me l’Italia che sogno è un’Italia in cui il federalismo sia una riforma equa che consideri prioritaria un’Italia fondata sui comuni.

Il veneto che sogno è una regione che investe nell’innovazione, nella ricerca e nella sperimentazione.

Per me il Veneto che sogno è una regione senza industrie insalubri e pericolose e senza centrali nucleari, che rispetta la sua terra: i suoi fiumi, i suoi laghi, il suo mare, le sue colline e le sue montagne.

Per me il Veneto che sogno è una regione dove ognuno possa sentirsi cittadino e non suddito in cui nessuno possa rimanere in dietro, e a tutti sia garantito di poter costruire il loro futuro con senso di giustizia e di appartenenza ad una comunità civile.

L’Italia che sogno è un Paese che torna ad investire nell’arte, nella cultura e nelle nuove tecnologie, nella creatività e nell’ingegno dell’uomo.

L’Italia che sogno è un Paese che ha il coraggio di rendere sobria, efficiente, modesta e trasparente la macchina amministrativa e pubblica.

L’Italia che sogno è quella che riuscirà a vincere tutte le mafie, le clientele, le amicizie interessate, le correnti, le famiglie politiche, in nome delle quali continua a non far crescere il Paese.

Il Veneto che sogno è inserito in un Paese senza troppe differenze economiche, che ama e rispetta la sua storia.

Sogno un Veneto senza proclami quotidiani e ostentati simboli e divise di appartenenza politica,  ma con il senso del limite e della misura.

Sogno un Veneto solidale, sicuro e capace di far rispettare le leggi. Dove uomini e donne abbiano davvero le stesse opportunità, gli stessi diritti e doveri e si cresca con la cultura del “rispetto alla persona umana.

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