Approvazione dello Statuto: uno strumento per affrontare le sfide del futuro

Il nuovo Statuto non è un traguardo ma una base di partenza, un “programma di lavoro” che ora dovrà essere […]

Il nuovo Statuto non è un traguardo ma una base di partenza, un “programma di lavoro” che ora dovrà essere tradotto in scelte legislative e in atti di governo. La nuova carta statutaria e l’intero pacchetto di riforme che lo accompagna, a partire dalla riduzione del numero dei consiglieri e dei costi della rappresentanza democratica rappresentano un inno allo sviluppo sostenibile, alla capacità di affrontare il futuro e le sfide di un Veneto che oggi arranca a causa delle difficoltà economiche. Certo, avremmo potuto fare di più nel dare rappresentanza alle donne e alle autonomie locali, nell’affermare particolari forme di autonomia anche per il Polesine e non solo per Belluno, nel definire meglio le aree metropolitane, nello stabilire con maggior rigore il vincolo del pareggio di bilancio e nell’affermare criteri di meritocrazia per le nomine nelle società partecipate. Ma questo è comunque uno Statuto di parole impegnative e pesanti, un piano di lavoro per il futuro. Ci dispiacerebbe che il governo lo impugnasse per il comma 6 dell’articolo 5, che impegna la Regione a operare “a favore di tutti coloro che, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità possiedono un particolare legame con il territorio”. Spero che il governo legga questo comma all’interno dell’intero articolo 5, uno dei più belli che abbiamo scritto e che impegna la Regione ad assicurare garanzie, equilibrio ed equità a tutti.

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