Accoglienza profughi. Nuovo dietrofront del presidente: “Zaia torni dall’esilio. Non lasci il Veneto in mano agli estremisti”

Venezia, 23 maggio 2011 “Per favore presidente, reagisca e ritrovi la forza per governare. Non chini il capo di fronte […]

Venezia, 23 maggio 2011

“Per favore presidente, reagisca e ritrovi la forza per governare. Non chini il capo di fronte agli estremisti”.

Con queste parole, che hanno il sapore dell’appello, la capogruppo del PD in Consiglio regionale, Laura Puppato, si rivolge a Luca Zaia. Sullo sfondo la questione dell’accoglienza dei profughi in Veneto con “l’ennesimo contorsionismo del presidente”.

“Sarebbe un errore imperdonabile se Zaia lasciasse il Veneto in mano a queste frange di amministratori e uomini di partito che stanno facendo scivolare il Veneto in un clima di puro populismo. Oggi è la questione dei profughi: risibile, se pensiamo che si tratta di poche centinaia di persone che non sono e non possono costituire un’emergenza per un territorio che ambisce a ricoprire un ruolo di leadership in Europa. Non si può pretendere una posizione di primo piano se mostriamo incapacità nell’affrontare e superare persino gli ostacoli più piccoli. Non è chiudendo gli occhi e negando i problemi che questi si risolvono. Anzi, in questo caso, la pericolosissima conseguenza è quella di lasciare a sé stessi profughi e immigrati irregolari, aumentando così i problemi di sicurezza”.

“Ma domani – prosegue l’esponente democratica – il virus dell’estremismo potrebbe colpire a morte il Veneto su questioni ben più gravose, come la crisi delle nostre aziende e dell’occupazione. Mondi che possono rilanciarsi solo attraverso una strategia di governo che collochi il Veneto all’interno di un sistema internazionale e che non sia ostaggio di ideologi ciechi, chiusi su posizioni di retroguardia”.

“Zaia è un presidente in crisi profonda e, consapevole di questo, credo non abbia senso infierire ma dare semmai una mano per trovare una via d’uscita. Il presidente – conclude Puppato – torni innanzitutto dal suo esilio e garantisca a tutti i veneti, anche a quelli che non lo hanno votato, una guida autorevole per questa Regione. Ma se non avrà la forza necessaria per sconfiggere i falchi che lo stanno assediando, Zaia ne prenda atto e lasci al Veneto la libertà di scegliersi un presidente libero di agire responsabilmente”.

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