2012: treni regionali a rischio estinzione

C’era una volta un treno… I treni regionali dal gennaio del 2012 saranno senza risorse. L’allarme stavolta è stato lanciato […]

C’era una volta un treno… I treni regionali dal gennaio del 2012 saranno senza risorse. L’allarme stavolta è stato lanciato dall’a.d. delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti constatato che nella legge di stabilità non vi è alcun provvedimento per il servizio del trasporto ferroviario regionale. Senza risorse, non ci sarà nemmeno la possibilità di pagare gli stipendi. L’entità dei tagli previsti è nell’ordine di 1,5 miliardi di euro, un’enormità se consideriamo che il settore è già stato pesantemente falcidiato dalle precedenti manovre del governo Berlusconi. Non vi è nulla che compensi quei tagli e senza soldi quello che accadrà sarà mettere a rischio il trasporto con disagi per i pendolari, corse soppresse, mezzi meno efficienti. In forte dubbio è anche la gara per i treni regionali per la quale si prospetta uno stop. Moretti mette le mani avanti: se le Regioni non saranno in grado di onorare i contratti, si chiude. Con buona pace di tutti. Il tutto avviene mentre a Roma, con un emendamento alla legge di stabilità presentato dal relatore Massimo Garavaglia (Lega Nord), si rifinanzia la legge mancia che vale 100 milioni per il 2012 e altri 50 per il 2013. Una pioggia di piccoli contributi frutto del peggior sistema clientelare ufficiale del mondo, che a pioggia “cureranno” il proprio elettorato e non interverranno in maniera strutturale su un settore in crisi spaventosa come il trasporto pubblico locale che, di fatto, si sta smantellando. Uno scandalo dell’ultima pagina del Berlusconiano che potremo definire politica senza pudore! Nulla di nuovo sotto il sole per il Veneto. Da oltre un anno denunciamo in Consiglio regionale le difficoltà del trasporto pubblico locale tra l’indifferenza della maggioranza. L’assessore competente, Renato Chisso, nelle settimane scorse ha verificato le condizioni dei passeggeri dei nostri treni regionali. Se rispondesse anche alle nostre interrogazioni, farebbe cosa utile. Perché non si contano ormai più i disagi per i pendolari veneti che lamentano costanti disservizi in termini di soppressioni improvvise, salti di fermate e ritardi senza neppure un’adeguata assistenza e informazione ai viaggiatori. Non ci siamo di certo dimenticati dei 27 treni regionali soppressi unilateralmente e come un fulmine a ciel sereno nel luglio scorso e che hanno colpito soprattutto alcune linee secondarie. E nemmeno dell’aumento di biglietti e abbonamenti. Da allora come opposizione abbiamo chiesto lo stanziamento di almeno 30 milioni di euro per privilegiare i trasporti pubblici rispetto alle infrastrutture stradali; l’adozione di un Piano Strategico che riorganizzi il settore per superare l’attuale parcellizzazione delle gestioni con bandi di gara che prevedano l’aggregazione per macroaree omogenee; l’introduzione di una manovra tariffaria integrata da applicarsi a partire dal 2012, finalizzata al progressivo raggiungimento di uno standard regionale medio di costo per corsa semplice, minuti di validità e abbonamento, introducendo il biglietto unico. Siamo davvero stanchi di assistere al continuo rimpallo di responsabilità tra la Regione e trenitalia e ora nauseati dall’ultima impudicizia di chi ci ha s-governati.

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